Speciale Comunali, Poziello: «Trasformiamo Giugliano con idee chiare»

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Intervista al candidato sindaco di Giugliano, Antonio Poziello

Nella confusione generale del referendum e delle regionali, le elezioni comunali restano un momento cruciale per comuni rilevanti in Regione Campania.
È il caso di Giugliano, comune da più di 125mila abitanti (terzo della regione per popolazione N.d.r.). Questa città dalle mille possibilità subisce i colpi di anni di mala gestione amministrativa e un’interferenza della criminalità organizzata che, nel giuglianese, trova una sua importante roccaforte. La lotta per la guida di Giugliano è iniziata e i candidati sindaco sono già in piena campagna elettorale.
Antonio Poziello, sindaco uscente di Giugliano (sfiduciato dal consiglio comunale Ndr.) ha deciso di ricandidarsi dopo il suo primo mandato, iniziato nel 2015. L’ex sindaco è stato ospite della nostra redazione, per parlare dei suoi piani e delle sue idee per il territorio.

Dopo la prima esperienza come sindaco, con quale spirito si ripresenta?

«Con la voglia di completare un lavoro già avviato e con l’idea che il processo di trasformazione della città vada rafforzato. La differenza fondamentale tra me e gli altri candidati è che, in questo momento, credo di essere quello che ha la conoscenza più precisa delle criticità e dei punti di forza del Comune.
Arrivo con un programma abbastanza articolato, frutto di 7-8 anni di lavoro perché parte dal programma di 5 anni fa, ovvero dalla relazione programmatica presentata ad inizio mandato. Il nostro programma è figlio del Documento di Orientamento Strategico».

A Giugliano c’è il problema rom, spazzatura incendiata, roghi tossici. Perché non si riesce a fare qualcosa di concreto? Di chi le competenze?

«Per quanto riguarda i rifiuti abbiamo fatto un lavoro massacrante in questi 5 anni. Noi abbiamo rimosso 50-70 tonnellate al giorno di rifiuti (oltre l’ordinario), avevamo una squadra dedicata alla terra dei fuochi che nei mesi di luglio e agosto raccoglievano rifiuti sparsi a ciclo continuo. In più c’era un servizio di raccolta quotidiano davanti ai campi rom, per evitare il problema degli incendi. Se non avviamo un’attività di intelligence che ci permetta di risalire la catena e di farci capire da dove arrivano non risolveremo mai il problema.
Il 5 settembre dello scorso anno Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente, disse che il tema non era di sua competenza. Una vera delusione!
Inoltre, quello che a me fa girare le scatole e che spesso mi porta a litigare con De Magistris, che ritengo essere uno dei peggiori sindaci che Napoli abbia mai avuto, è il fatto che la città di Napoli continui a non fare la raccolta differenziata e a produrre montagne di rifiuti, che poi arrivano in altri comuni».

La camorra su Giugliano si è evoluta e cambiata. Sei stato capace di tenerla fuori dal Palazzo comunale?

«La camorra a Giugliano esiste ed è una camorra anche imprenditrice, non ha la presenza invasiva che ha altrove. C’è una crisi del sistema giuglianese perché i capi sono tutti in carcere, ci sono solo seconde e terze linee.
Per un periodo, c’è stata una recrudescenza delle estorsioni e qualcuno ha provato ad aprire piazze di spaccio. Questo ha aperto, all’inizio del mio mandato, una nuova guerra di camorra che è finita con un intervento violento dei carabinieri e della polizia che sono riusciti a debellare gli scissionisti, arrestandoli tutti. Negli ultimi tempi, però, ho notato una rivolta degli imprenditori, che prima pagavano il pizzo senza mai denunciare.
Abbiamo avuto ripetutamente arresti in flagranza di reato di esponenti del clan che andavano a chiedere il pizzo, abbiamo avuto piccoli imprenditori taglieggiati per 3-4 mila euro che hanno denunciato tutto ai carabinieri.
C’è evidentemente un’esasperazione e non c’è più l’imprenditore che china la testa. Bisognerà lavorare perché questo diventi non un’anomalia, ma la normalità».

I principali temi della vostra campagna riguardano giovani e un piano spiaggia per la valorizzazione del litorale…

«Più che un piano spiaggia, è un piano di recupero urbano, che all’interno ha anche l’idea dell’utilizzo delle aree demaniali.
Avevamo chiesto alla Regione di finanziarci un progetto per la realizzazione del waterfront (lungomare) che andasse oltre Giugliano e che riguardasse Licola mare, Pozzuoli e Castel Volturno, per far sì che ci sia un lungomare che divenga attrattore turistico.
In più c’è uno dei progetti del Piano integrato città sostenibile, che prevede la realizzazione di un parco giochi e di un playground a Piazza Cristoforo Colombo».

Questa campagna elettorale sin dall’inizio si distingue per una forte violenza verbale e non solo, dove di politica c’è poco, ma di personalismo tantissimo.
Ritieni di dover lanciare un messaggio di serenità per cercare di abbassare i toni e che il confronto ritorni alla politica?

«Credo che la campagna elettorale debba essere fatta di temi, di progetti, di idee. Noi ci siamo presentati con un programma bello corposo, con l’idea di ragionare su quelli che possono essere i drivers di sviluppo.
Finire a cantarsi le corna è brutto. Credo che ci debba essere uno sforzo da parte di tutti per fare una campagna elettorale bella, divertente, che sia una sfida di idee e non di persone, che non lasci cicatrici e che non faccia cadere i ragionamenti e alzare i toni. Sarà difficile ma è uno sforzo che noi candidati dovremo fare».

di Donato Di Stasio

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°209
SETTEMBRE 2020

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