Speciale Comunali, Pirozzi: «Basta al binomio Camorra-Politica»

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Intervista al candidato sindaco di Giugliano, Nicola Pirozzi

Nicola Pirozzi, dottore commercialista, ha alle spalle anni di militanza politica e di attivismo per Giugliano.
Combattente ed idealista, Pirozzi è alla guida di una coalizione di ampio respiro politico e innovativo, attraverso l’alleanza PD e 5Stelle.
Un vero laboratorio politico che servirà anche ad essere elaborato a carattere nazionale, visto che la scelta del sindaco è di matrice PD.

Dott. Pirozzi, i toni di questa campagna elettorale sono molto alti ed è importante che la politica dibatta su fatti e temi politici, non attraverso attacchi personali. Lei sente di fare un appello per l’abbassamento dei toni?

«Personalmente li tengo bassi, certo che se il candidato sindaco Poziello scrive un post contro due nostri candidati, utilizzando la parola “svergognati” e accusandoli senza ragioni, non può essermi chiesto di domandare scusa.
Il mio post è stato duro e ho detto che bisogna troncare i rapporti tra politica, imprenditoria e camorra; il passaggio di certi consiglieri da destra a Poziello non ha un senso, è una transumanza politica diretta a realizzare certe operazioni immobiliari».

Cosa ha portato lei, espressione del PD ad un accordo cruciale con il M5S giuglianese?

«Abbiamo fatto un’assemblea degli iscritti, con 3-4 direttivi, siamo arrivati all’unanimità con un solo astenuto e così è partito un percorso di avvicinamento al civismo sempre con il centro-sinistra, un civismo che alla fine si è sposato nell’accordo col Movimento 5 Stelle, e con orgoglio mi sento di definirlo un accordo storico».

Giugliano è un comune con grandi problemi strutturali, come quelli legati ai crimini ambientali, cosa occorrerà per risolverli?

«Sono problemi che non può risolvere un sindaco da solo. Se si vogliono realmente risolvere occorre la filiera nazionale, perché i fondi li eroga il governo. Il sindaco può essere una spina nel fianco per le istituzioni superiori».

Crede che la politica possa ritornare a dare gli indirizzi agli imprenditori e non viceversa?

«Così deve essere. Spesso e volentieri la politica e la camorra girano a braccetto.
Io mi auguro che la nuova amministrazione, presieduta da noi, ponga un freno ed una rottura netta.
Secondo me c’è bisogno di una nuova visione di Giugliano e del suo centro, con parchi verdi che possano valorizzare anche gli immobili della zona, piuttosto che condonare le mansarde. Io voglio che gli imprenditori vengano ad investire a Giugliano, ma in modo chiaro e trasparente.
A noi interessa sviluppare la città, nessun rapporto con la criminalità e niente tangenti sugli appalti, trasparenza assoluta. Noi siamo un’altra cosa, vogliamo far crescere la città».

Oltre all’ambiente, quali sono i vostri piani?

«In primo luogo bisogna normalizzare la città, cioè fornire i servizi minimi essenziali che al momento non funzionano, ad esempio manutenzione di verde, strade, fogne e raccolta differenziata, tutti servizi che pesano sulle casse comunali.
Occorre potenziare le manutenzioni ordinarie, farle funzionare all’eccellenza, perché la città deve essere uno splendore.
Il sindaco sfiduciato tolse 200mila euro per la pulizia delle caditoie destinandoli alle feste, e mentre si suona e si balla Giugliano è costantemente allagata. Quella somma andava addirittura incrementata».

Crede che ci sia un difetto di comunicazione, a carattere nazionale, per il quale le classi sociali più deboli, che storicamente si sono avvicinate alla sinistra storica, ora si rivolgono alla destra o addirittura alla Lega?

«Un po’ è colpa della sinistra, secondo me. Oltre che cattiva comunicazione, abbiamo perso un po’ le nostre origini, oggi parliamo all’élite a chi ti vota, basta notare che il PD ottiene risultati al Vomero, mentre a Scampia è andato forte il Movimento.
Credo sia una colpa storica del PD che nella sua evoluzione storica è diventato quasi un partito borghese.
Le politiche fatte negli anni, soprattutto con Renzi, erano troppo liberiste e quindi non particolarmente a favore delle classi meno abbienti».

In lei traspare una grande determinazione, che è fortemente coinvolgente, ma anche fortemente caratterizzata a sinistra ed in modo ideologico, a questo punto però viene da chiedersi: riuscirà ad essere il sindaco di tutti?

«Sarò ovviamene il sindaco di tutti, con un occhio di riguardo verso la mia idea politica, ma sicuramente non sarò un sindaco che attacca o va contro le categorie che non l’hanno sostenuto, non è nella mia indole. Potrà sembrare difficile, ma conoscendo i componenti della lista, so che abbiamo delle idee comuni sul percorso.
Non sarà una battaglia facile perché con pochi voti si può stare dentro o fuori, ma credo molto in questa alleanza, abbracciamo varie sensibilità umane e professionali dove tutti si devono sentire coinvolti».

Cosa ti senti di dire ai giovani di Giugliano?

«Di votare liberamente, perché ritengo queste elezioni uno spartiacque, ci sono 4 sindaci con visioni molto differenti. Chiedo ai cittadini di scegliere colui che rappresenta il bene per la città, chi fa gli interessi delle classi sociali meno abbienti, chi cerca di tutelare la legalità nella sua accezione più ampia».

di Donato Di Stasio e Simone Cerciello

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°209
SETTEMBRE 2020

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