“Sparta e Atene – Autoritarismo e democrazia”: recensione dell’ultimo lavoro di Eva Cantarella

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Ci vorrebbe un intero numero di Informare per descrivere compiutamente il curriculum e le opere di Eva Cantarella: ha insegnato Istituzioni di Diritto romano e Diritto greco antico all’Università Statale di Milano; ha pubblicato oltre venti saggi sul diritto e su aspetti sociali del mondo greco e romano, tradotti all’estero in numerose lingue. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo “Come uccidere il padre. Genitori e figli da Roma a oggi” (Feltrinelli, 2017); “Gli amori degli altri. Tra cielo e terra, da Zeus a Cesare” (La nave di Teseo, 2018); “Gli inganni di Pandora. L’origine delle discriminazioni di genere nella Grecia antica” (Feltrinelli, 2019).

L’ultimo lavoro “Sparta e Atene. Autoritarismo e democrazia” è edito da Einaudi e la miglior descrizione del testo la fornisce la stessa autrice (come spesso accade) nelle “avvertenze” iniziali: “Non è certo un argomento nuovo, quello al quale è dedicato questo libro. L’opposizione tra le due più famose città greche, declinate in tutte le sue possibili versioni e osservata da tutti i possibili punti di vista, ha veramente fatto versare, come si suol dire, fiumi d’inchiostro. Il primo avvertimento è che questo libro non è (ndr, solo) per gli addetti ai lavori… la seconda avvertenza riguarda le fonti di conoscenza delle nostre città e in particolare quelle letterarie, alle quali, accanto a quelle archeologiche e per Atene epigrafiche, dobbiamo la grande maggioranza delle informazioni, al tempo stesso purtroppo tanto indispensabili quanto insidiose… Come distinguere realtà e rappresentazione? Come spiegare la differenza che, nella rappresentazione, rende incompatibili due città che appartenevano allo stesso mondo?”.

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Ebbene, nel libro si cerca di fornire quante più informazioni possibili sui temi istituzionali, sociali e culturali concentrandosi, in particolar modo, intorno al V secolo a. C. cioè quando le due superpotenze erano nel massimo dello splendore, ma che, contemporaneamente, si avviavano all’autodistruzione. Nel testo vien dato ampio risalto al tema della formazione dei cittadini con approfondimenti specifici alla condizione femminile. È un lavoro dove non emerge, e non poteva essere altrimenti, una preferenza per Sparta o Atene (che tanto ha caratterizzato gli studi e le conferenze nei secoli) tantomeno si esaltano o rimarcano le diversità tra l’una e l’altra città. Dallo studio di Eva Cantarella emerge semplicemente, secondo il mio parere, la descrizione di due unicità e la necessità di rapportarle tra loro proviene solo dal fatto che tali realtà emergono nello stesso periodo temporale. Non meno interessanti i capitoli conclusivi, con chiari riferimenti alla situazione “quasi” attuale; infatti, il testo è stato concluso prima dell’inizio della guerra in Ucraina. Speriamo che a breve riusciremo ad incontrare l’autrice per proporle un ampliamento delle conclusioni, perché sembra evidente che il ruolo di Sparta (ex URSS) e Atene (Stati Uniti) deve essere necessariamente aggiornato con almeno altre due realtà: Ucraina (forse ora novella Sparta) e la Cina.

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°230 – GIUGNO 2022

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