Spari a Casa Don Diana, il Comitato: “Alta la guardia ma sereni nel lavoro”

57
informareonline-spari-a-casa-don-diana-il-comitato-alta-la-guardia-ma-sereni-nel-lavoro
Pubblicità
“I colpi contro Casa don Diana non serviranno certamente a fermare l’instancabile impegno del Comitato don Peppe Diana, di Libera e di tutta la rete di associazioni e cooperative sociali che ruota intorno al Bene Liberato dalla camorra intitolato al sacerdote assassinato nella sua chiesa il 19 marzo 1994.
Siamo sicuri, però, che chi ha voluto e organizzato un’azione così eclatante questo lo sappia bene. E allora chiedersi il perché di questo attacco, proprio adesso e proprio a Casa don Diana, diventa un obbligo per chiunque abbia a cuore le sorti di questo territorio, attraversato negli ultimi anni da un fortissimo anelito di liberazione dall’endemico dominio della camorra che ha portato a smantellare le strutture armate dei clan, riducendone ai minimi termini la capacità di incidere e condizionare la vita, l’economia, la crescita.
Casal di Principe vive un momento assai delicato, a ridosso di un crinale fra una conquista definitiva di una libertà per tanti anni compressa, con un ancoraggio solido nella legalità e nel rispetto dei diritti e dei doveri da parte di tutti, ed un ritorno al passato, di cui alcuni segni già si intravedono.
Il passato non ritorna mai uguale a se stesso e sappiamo bene che non ci saranno più i capi clan di ieri a dominare armi in pugno, ma ciò non toglie che tentativi di riorganizzazione anche pulviscolare dei camorristi sono in corso e che sono tante le nuove leve pronte a scendere in campo.
Forse quei colpi a Casa don Diana sono in realtà un messaggio intimidatorio rivolto a coloro che non sono ancora convinti della fine del dominio della camorra. Un tentativo di raccogliere consensi, di impaurire e obbligare al silenzio rispetto ai tentativi di ritorno dei clan, a partire dalle estorsioni verso le attività imprenditoriali. È innegabile il calo di attenzione verso la lotta alla camorra, in particolare nel nostro territorio ma in generale in Italia, dove il tema delle mafie è stato surclassato da nuove e diverse emergenze.
Le disattenzioni al pari delle divisioni, non possono che favorire il ritorno dei clan che non saranno mai definitivamente sconfitti solo per via militare e giudiziaria. I cittadini devono ancora compiere fino in fondo la scelta netta della libertà e della legalità, del rifiuto della camorra senza se e senza ma.
Perché questo avvenga davvero, la legalità deve essere sempre coniugata con la difesa dei più deboli, esposti al richiamo incessante del malaffare e deve saldarsi in maniera fortissima con la giustizia. Sono anni che chiediamo di non abbassare la guardia, spingendo le Istituzioni, la Politica e i Media a non distrarsi mentre la società civile continua a lottare senza sosta. È tempo di tornare a riflettere, recuperando lo spazio della fiducia e rialzando il livello di attenzione.
Comitato don Diana e Coordinamento Provinciale Libera Caserta”.
È questo il post pubblicato su Facebook dal Comitato Don Peppe Diana che, insieme all’associazione Libera, ha voluto denunciare lo sconcertante episodio verificatosi a Casa Don Diana. La redazione di Informare esprime tutta la sua solidarietà nei confronti del comitato, ribadendo ancora una volta la sua lotta contro la criminalità organizzata e i suoi atti intimidatori.
Print Friendly, PDF & Email
Pubblicità