In quella corsa di Ghoulam c’era tutta la rabbia di un Napoli che non ci stava a restare beffato in una trasferta che si è rivelata più complessa di quanto lo fosse sulla carta. Semplici s’impone con un gioco a volte a specchio, altre piazzando il pullman davanti a Gomis. Una partita vinta a denti stretti, ad occhi serrati, che si sblocca con l’idea brillante del terzino algerino in grado di firmare il definitivo 3-2 con un destro a giro sul secondo palo, coronando una falcata per vie centrali manco fosse una mezz’ala col fiuto del gol. La risolve così il Napoli, collezzionando la sesta vittoria in consecutiva, restando a punteggio pieno e dando un’ulteriore prova della maturità acquisita dal gruppo.

Una reazione che vale 3 punti pesantissimi. Si confermano certezze assolute uomini come Callejon ed Allan, subentrato e subito in grado di fare la differenza. Hamsik ingrana lentamente; oggi, Diawara è parso alle corde. Niente male invece Maksimovic che esordisce palesando sicurezza e quella necessità di rodarsi nel dinamiche del gioco sarrista. Reina, invece, floppa ancora: il gol sul primo palo sugli sviluppi della punizione calciata da Viviani è di sua massima responsabilità. Sembra che giochi col peso del giudizio sulle spalle e con la paura di sbagliare al primo tiro in porta.  Insigne illumina per un tempo, Mertens non è mai apparso. L’immagine più brutta rimane però la smorfia di Milik che ha sentito un crack nel ginocchio destro. Ancora sfortunato il polacco che non riesce a trovare spazio e serenità per esprimersi al massimo delle sue potenzialità.

La strappa con i denti il Napoli, cannibalizzando anche Ferrara ed una squadra ben organizzata in campo. Queste sono le partite che fanno spesso la differenze al termini di un campionato: quelle che pesano in termini assoluti ma che si tendono a sottovalutare per immaturità. Il Napoli è cresciuto e ci ha fatto anche un po’ il callo a queste situazioni. L’orchestra funziona ma è ancora imperfetta. Ed ora tocca riscattarsi in Champions League martedì sera contro il Feyenoord per mostrarsi superiori in Europa. Vincendo, magari, anche di rabbia.

di Fabio Corsaro