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«Sarà un governo progressista»

In Spagna dopo le elezioni che non hanno visto vincitori e la situazione di stallo in cui versa il paese, il  “blocco” di sinistra ha finalmente raggiunto un accordo per formare un nuovo governo. L’accordo è stato siglato tra il leader del partito socialista Pedro Sanchez e Podemos di Pablo Iglesias. Il nuovo governo metterà al centro delle proprie politiche il progresso, per rianimare l’economia in Spagna e per fermare l’avanzata dei partiti di destra guidati dai Popolari e con la grande rivelazione di Vox che ha raddoppiato i seggi rispetto alle elezioni dello scorso Aprile.

Durante la conferenza stampa sono arrivate le dichiarazioni degli alleati, nello specifico Sanchez si è concentrato sull’apertura ad altre forze politiche per rafforzare la maggioranza. L’ex primo ministro si è espresso cosi: «è un accordo per quattro anni, di legislatura. Sarà basato sulla coesione e la lealtà,  aperto al resto delle forze politiche per costruire una maggioranza parlamentare».

Sulla stessa linea anche le dichiarazioni di Iglesias: «Abbiamo raggiunto un preaccordo per formare un governo di coalizione progressista che combini l’esperienza del Psoe e il coraggio di Unidas Podemos».

Ma il vero fardello di questo accordo sono i numeri che non sono dalla parte della coalizione,  e che ad oggi non possiede i numeri per formare una maggioranza solida.

Analizzando i numeri della coalizione – che possiede 155 seggi,  somma che proviene dai 120 seggi del Psoe e i 35 di Podemos – si riscontra la mancanza di 21 seggi per ottenere la maggioranza in parlamento.

I leader dell’alleanza stanno conducendo varie trattative per ottenere una maggioranza solida, in particolare in queste ore si è aperto un dialogo con vari movimenti e partiti come: il Pnv (Partito Nazionalista Basco) e Mas Pais. La vera battaglia della coalizione si giocherà sulle astensioni, sulle quali Sanchez sta conducendo e partecipando a vari tavoli per ottenere l’astensione dei 13 indipendentisti catalani e i 5 parlamentari della coalizione Eh Bildu.

Ma restano ancora tante incognite sulla vita di questa alleanza che oltre alla ricerca disperata di seggi in Parlamento, deve fare conto con le grandi battaglie che deve affrontare il paese che spaziano dall’indipendenza della Catalogna alle politiche economiche.

 

di Stefano Errichelli

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