Sonia Palmeri: «La nostra rivoluzione a sostegno dei giovani»

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Sonia Palmeri è l’Assessore al Lavoro e Risorse Umane della Regione Campania.

Già insignita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana, Sonia Palmeri è considerata un profilo manageriale di spessore nazionale, con una particolare vocazione nell’ ambito delle risorse umane.

È stata ospite della nostra redazione per parlare dei progetti che la Regione sta portando avanti attraverso misure focalizzate sull’incentivo al lavoro, soprattutto per i giovani.

Parliamo innanzitutto del vostro piano per l’autoimprenditorialità. Una possibilità che può essere accolta da giovani al di sotto dei 46 anni, dai famosi Neet, quei giovani che non lavorano e non lo cercano, fino ad arrivare agli ex percettori di ammortizzatori sociali. In cosa consiste questa misura e quali sono i risultati?

«Con l’autoimprenditorialità ho voluto dire ai giovani: “Non pensate che il lavoro debba necessariamente venire dagli altri, puntate su voi stessi. Se vi fermate un attimo a ragionare avrete sicuramente un patrimonio, un pozzo di opportunità”. Così nasce lo stanziamento di 18 milioni per la misura di self-employement di Garanzia Giovani, con il supporto di Invitalia. La misura è fatta in maniera opportuna e dunque tutti i passaggi riescono a supportare il giovane fino ad arrivare alla redazione di un business plan.

Sono nate fino ad oggi 546 piccole aziende, siamo la prima regione d’Italia per questa misura e abbiamo uno share incredibile. Il giovane che si è catapultato in questa realtà non lo ha fatto mai da solo, perché la misura finanzia anche i contratti delle persone con le quali si intraprende l’iniziativa, quindi i risultati vanno sempre analizzati e raddoppiati nell’efficienza della misura in sé. Questa è una delle misure adottate per sviluppare l’autoimprenditorialità.

Poi ci sono persone che non sono più giovani, ma nemmeno da pensione: sono coloro che sono usciti dai processi produttivi in un’età in cui possono ancora dare molto da protagonisti. Per loro c’è la misura “Ricomincio da Me, intraprendo il lavoro” il cui nome avrebbe già dovuto segnare questa misura. In questo caso ci affidiamo a Sviluppo Campania e, dopo essere passati per i centri per l’impiego, ne curiamo la fattibilità, erogando 25.000 euro a fondo perduto, affinché queste idee diventino attività professionali».

Per quanto riguarda “Corso concorso”, come sta procedendo e come saranno strutturati i corsi di formazione ad ottobre?

«Il “Corso concorso” è un’operazione esclusiva, una vera rivoluzione di cui non solo la Campania, ma tutta l’Italia avverte l’esigenza. È necessaria una nuova classe dirigente, per tutta l’amministrazione pubblica. Sono giunte già circa 140.000 domande, pertanto è un concorso che cambierà i connotati della Regione Campania. Avremo 16 nuovi profili dirigenziali che saranno l’interfaccia di una nuova società. Tutto si articolerà in quattro prove: c’è una prova preselettiva, una prova scritta selettiva, la parte centrale di formazione e rafforzamento, infine una prova scritta ed una orale. Quindi una prova molto “hard” rispetto a ciò che si poteva immaginare».

È, inoltre, il primo esperimento per una Regione che vara autonomamente un piano di assunzione. Quali difficoltà avete incontrato nel realizzarlo e secondo lei quali sono i limiti delle altre regioni per non riuscire a varare un piano di questo genere?

«Difficoltà tantissime. Si poteva fare già da molto tempo se si fosse trovato l’accordo sugli obiettivi, se si fosse fatta un’analisi reale. I nostri dati nascono dalle esigenze che l’Inps registra sui vuoti in organico, quindi sui pensionamenti. Se si parte da questo dato, è facile determinare delle carenze di circa 14.000 unità nella pubblica amministrazione nei prossimi anni. L’iter è stato abbastanza complesso e solo la determinazione del presidente De Luca ha fatto sì che si arrivasse a questo ottimo risultato».

Come si sta muovendo la Regione in merito ai dipendenti in esubero di Whirlpool e Jabil?

«Per quanto riguarda Jabil, già l’anno scorso abbiamo affrontato questa difficoltà dell’azienda salvando circa 100 lavoratori, che sono passati a tempo indeterminato in un’azienda nuova che si chiama Soft Lab. Dopo un anno ci sono stati altri 350 esuberi e quindi, ho chiesto al Governo di coinvolgere la Corporation Americana, perché il successo o l’insuccesso di un’azienda dipende dal management. Se l’insuccesso persiste vuol dire che il management è inefficace.

Noi non siamo d’accordo nel buttare 350 persone in mezzo alla strada. Per Whirlpool, credo si sia rivelato solo un appuntamento mediatico. Quando ci si siede a lavorare, si sta in pochi, si spengono i cellulari e si esce dalla stanza solo quando si è trovata la soluzione al problema. Invece quando si tratta di 120 persone, diventa impossibile parlare».

di Antonio Casaccio

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°196
AGOSTO 2019

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