Sondaggi di opinione nella società: sono veramente affidabili?

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Grazie ai mass media, sentiamo spesso parlare dei sondaggi di opinione, cioè di quelle indagini campionarie grazie alle quali si raccolgono i giudizi delle persone su questioni di pubblico interesse (politica, economia, attualità).

Si tratta di strumenti attendibili? Creati negli Stati Uniti negli anni Trenta del Novecento, i sondaggi di opinione sono oggi utilizzati in tutti i paesi occidentali. Essi suscitano interesse e curiosità nelle persone, e non di rado i loro esiti accendono appassionanti dibattiti. Nonostante ciò, i sondaggi di opinione sono stati spesso fatti oggetto di osservazione e perplessità. I critici di questi strumenti mettono in luce la concreta possibilità che i sondaggi, da una parte, diventino delle “profezie che si autoadempiono”, influenzando in mondo decisivo scelte e giudizi delle persone, e, dall’altra parte, che vengano strumentalizzati per sostenere determinati orientamenti o posizioni.

Questa preoccupazione riguarda, in particolare, il caso dei sondaggi pre-elettorali. Rendere note le intenzioni di voto espresse dalle persone è legittimo, ma può diventare fuorviante e scorretto se, ad esempio, vengano ignorate le non risposte- cioè le riposte di quegli elettori che dichiarano di non avere ancora deciso per chi votare- e si calcolano le percentuali realizzate dai vari schieramenti o candidati considerando solo le preferenze effettivamente espresse. Da parte degli specialisti di metodologia delle ricerca si sottolinea, invece, la scarsa affidabilità di molti dei sondaggi di opinione che vengono comunemente proposti alle persone.

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Informareonline-alfred-landonNella storia dei sondaggi politici, in effetti, non mancano esempi di clamorosi errori, come quello verificatosi nel 1936, in occasione delle elezioni presidenziali statunitensi che opponevano il candidato democratico Franklin Delano Roosevelt al repubblicano Alfred Landon. Prima delle votazioni, la rivista “Literaty Digest” promosse un sondaggio elettorale, intervistando, a tal fine, un ampio campione di cittadini. Tale campione, però, fu selezionato utilizzando gli elenchi degli abbonati telefonici e dei proprietari di automobili, che all’epoca erano beni diffusi solo nelle fasce più agiate della società.

La quota dei cittadini benestanti presenti all’interno del campione intervistato risultò, così,  decisamente superiore rispetto alla percentuale degli stessi all’interno della popolazione. La conseguenza fu un clamoroso fiasco del sondaggio, il quale predisse infatti la vittoria di Landon, mentre fu eletto Roosevelt, con ben 61% dei voti. Com’è facile intuire, il successo del candidato democratico era stato assicurato proprio dai voti delle classi meno abbienti, che nel campione non risultavano correttamente rappresentate.

di Mina Falco

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