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Smart Working: realtà che ormai spopola nella aziende

Patience Montefusco 04/06/2024
Updated 2024/06/04 at 1:09 AM
5 Minuti per la lettura

Lo smart working è una realtà che si sta affermando sempre più frequentemente nelle grandi e piccole aziende. Trattasi di una modalità di lavoro alternativa a quella tradizionale, ma pur sempre valida ed efficace. Poter usufruire dello smart working garantisce maggiore flessibilità al dipendente ed una serie di benefici: minore utilizzo dell’automobile per raggiungere il luogo di lavoro e maggiore possibilità di conciliare vita personale e lavorativa.

Il c.d. “Decreto Anticipi”, con una proroga fino al 31 marzo 2024, consentiva ai lavoratori del settore privato con figli minori di 14 anni di poter lavorare da remoto; più nello specifico, era necessario che nel nucleo familiare entrambi i genitori lavorassero e non percepissero aiuti statali. Inoltre, del lavoro agile potevano usufruire anche dipendenti immunodepressi, colpiti da particolari patologie oncologiche o chi era maggiormente esposto al contagio da Covid. A partire dal 1° aprile 2024, il ricorso al lavoro agile non è più consentito se non attraverso la stipula di accordi individuali tra dipendente e datore di lavoro. I vantaggi di lavorare con questa modalità flessibile ce li racconta una lavoratrice del settore privato. 

Smart working nelle aziende: l’intervista ad una lavoratrice

Puoi presentarti brevemente e raccontarci che lavoro fai?

«Mi chiamo S.L., ho 34 anni e lavoro come impiegata amministrativa presso una multinazionale. La giornata lavorativa dura dalle 9 alle 18 (compresa un’ora di pausa pranzo). Quando fui assunta nel 2018, lo smart working era una realtà sconosciuta; poi, con l’arrivo della pandemia, l’azienda ha iniziato a concedere la possibilità di lavorare da remoto». 
 
Quali sono i vantaggi dello smart working? 

«Quando in pandemia sperimentai per la prima volta il lavoro da casa, mi resi subito conto che si sarebbe trattato di una modalità piena di vantaggi. Lavorare da remoto due-tre giorni a settimana significa non dover utilizzare l’auto tutti i giorni, risparmiare sui costi della benzina e, per chi usufruisce dei mezzi pubblici, spendere meno per l’acquisto di biglietti di treni e bus. Permette di sfruttare al meglio il tempo a disposizione poiché, terminate le ore di lavoro, c’è ancora la possibilità di fare attività fisica, visite mediche e dedicarsi alla famiglia. Lo smart working è una bilancia che pone un equilibrio alla frenesia quotidiana». 
 
Invece quali sono gli svantaggi?

«Ogni medaglia ha il suo rovescio, quindi anche lo smart working può avere degli svantaggi. È indubbio che lavorare in ufficio permetta di mantenere un contatto umano con i colleghi e, quindi, la possibilità di poter interloquire in modo diretto. Laddove si presenti un problema lavorativo, discuterne personalmente con il collega consente di trovare una soluzione in modo più rapido. Inoltre, lavorare solo da remoto può diventare alienante». 
 
Alle aziende che sono ancora contrarie all’utilizzo di questo strumento, consiglieresti di sottoscrivere accordi in materia? 

«Sicuramente consiglierei all’azienda di essere propositiva in tal senso. Concedere al lavoratore maggiore flessibilità porta il dipendente ad essere più incentivato. È come una banale operazione matematica: più il lavoratore è motivato, più produce. In questo modo il datore di lavoro non può che ricavarne dei benefici».  
 
Non dimentichiamo gli effetti positivi che l’utilizzo dello smart working produce sull’ambiente: il minor utilizzo dell’automobile per raggiungere il luogo di lavoro comporta meno emissione di C02 e, di conseguenza, minor inquinamento. Questa modalità di esecuzione della prestazione di lavoro subordinato è appetibile per i giovani che si approcciano al mondo del lavoro. Chi entra nel mercato del lavoro è più propenso a scegliere un’azienda favorevole al lavoro agile e non il contrario. La nostra realtà è dinamica ed in continuo cambiamento: questo è il motivo per il quale anche il mercato del lavoro è chiamato a garantire maggiore flessibilità compatibile con i ritmi sempre più incalzanti della società in cui viviamo.

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