Smart Far. Come l’IoT cambia il mondo agroalimentare

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Sin dai tempi remoti, l’agricoltura è stata una delle attività maggiormente praticate dall’uomo in quanto garantisce con le risorse alimentari offerte dalla terra, la sua nutrizione.

Le capacità evolutive umane hanno permesso di acquisire sempre nuove competenze anche in campo agricolo, tanto da affermare che l’evoluzione dell’agricoltura va di pari passo con lo sviluppo tecnologico umano e quello delle tecniche di coltivazione.

Si può datare al 1944 l’inizio della “rivoluzione verde” quando la Rockefeller Foundation diede vita ad un Istituto per incrementare la produttività agricola delle fattorie messicane, anche se il merito della trasformazione agricola va data a Norman Borlaug, che incrociando due tipologie di frumenti, ne ottenne uno altamente produttivo.

Il detto popolare “contadino, scarpe rotte, cervello fino” riferito al mondo agricolo, ci fa comprendere come  gli agricoltori dovessero avere un’acutezza intellettiva particolare per ricercare nuove metodologie, per ottenere migliori e maggiori raccolti.

 

Ma come è possibile migliorare la sostenibilità e la competitività del settore? E come semplificare il lavoro degli agricoltori mantenendo nel contempo un’elevata qualità delle prelibatezze nostrane?

È importante infatti far si che la filiera agroalimentare mantenga la sua eccellenza qualitativa e il percorso giusto da seguire sembra essere quello di un connubio tra le strategie tradizionali e quelle innovative dell’agricoltura 4.0.

Come in altri settori infatti, la digitalizzazione ha evoluto anche il concetto di agricoltura. L’insieme degli strumenti tecnologicamente avanzati adottati in ambito agricolo, rendono infatti gli interventi mirati ed efficienti, a partire ad esempio dal reperimento dei dati delle caratteristiche fisiche e biochimiche del suolo.

Nel nostro imago, la lavorazione dei campi è sinonimo di fatica e sudore, dove il contadino ara il suo campo con il trattore e raccoglie i prodotti stando chinato per molte ore al giorno. Nel nostro immaginario però, l’agricoltura è anche sinonimo di cibo sano e tradizione, e l’avvento della tecnologia digitale ha si cambiato le secolari tradizioni produttive e la trasformazione della materia prima, ma di certo non ha cambiato la qualità dei prodotti che giungono sulle nostre tavole.

I prodotti del nostro territorio, la mozzarella, l’olio di oliva, il vino, gli agrumi devono mantenere la loro qualità certificata “DOC” o “DOP” per rimanere un’eccellenza mondiale e garantire la nostra salute a tavola. La loro produzione affidata nel passato esclusivamente al sole e al clima del Bel Paese, oltre che alla sapienza dei nostri contadini sarà sempre di più gestita dalle tecnologie digitali.

La Commissione Europea con la comunicazione “Il futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura” del 2017, ha avviato il processo di riforma delle politica agricola comune (PAC) per gli anni 2021/2027. Ciò vuol dire che i 9 obiettivi delineati, dovrebbero permettere di affrontare con maggiore efficacia i cambiamenti climatici ad esempio, e nel contempo sostenere gli agricoltori per la promozione di un settore agricolo competitivo e sostenibile.

È chiaro che il ruolo dell’innovazione digitale nell’abito agroalimentare è di primaria importanza e il suo potenziale sviluppo sta migliorando le produzioni di questo settore. La tecnologia Blockchain, l’intelligenza artificiale e il 5G  hanno dato vita a ciò che viene comunemente chiamata Agricoltura di Precisione (o “Agricoltura 4.0”) che in Italia già vale circa 400 Milioni con un tasso di crescita del 270% secondo i dati dell’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano.

Una delle criticità nel mercato agroalimentare, è data ad esempio dalla difficoltà di certificare l’origine e la qualità di un prodotto agricolo. Il sistema Blockchain può garantire in totale trasparenza, la tracciabilità della filiera di produzione e della trasformazione dei prodotti agricoli come accade per i prodotti BIO o DOCG ad esempio. In questo modo viene consentita la certificazione di qualità, la provenienza e la filiera assicurando sia  la massima garanzia al consumatore finale che la valorizzazione del lavoro agroalimentare di qualità.

L’accelerazione che l’ IoT ha fornito al settore agricolo è eccezionale.  La sua forza  non è visibile sono nei processi di digital trasformation delle aziende, ma anche nelle sue infinite applicazioni.

L’utilizzo dei droni, dei software, delle telecamere o dei sensori ha dato una forte accelerata all’agricoltura di precisione. l’Internet oh Things è in grado di fare previsioni sui raccolti, ottimizzare i piani di semina, individuare le aree a maggiore produttività o le migliori coltivazioni da produrre. Tutto ciò anche con un forte impatto anche sul piano sociale, economico ed ambientale. In Francia, ad esempio la start-up Phenix gestisce un mercato web per collegare i supermercati con le scorte alimentari di fine vita alle ONG e ai consumatori che potrebbero usarle. In questo modo i supermercati risparmiano sui costi di smaltimento,  si dà una seconda vita ai prodotti di consumo e si alleviano alcuni degli oneri sociali e ambientali dei rifiuti.

Ecco allora che il processo produttivo cambia, si evolve dando vita alle Smart Farm,ossia a quell’agricoltura intelligente basata sui sistemi IoT in grado di monitorare i terreni, le piante, automatizzare i sistemi di irrigazione ma anche in grado di individuare eventuali attacchi di parassiti riducendo, grazie all’uso di sensori e telecamere l’impatto ambientale permettendo agli agricoltori di utilizzare i pesticidi strettamente necessari e solo dove servono.

Una ricerca condotta da TIM  nel 2017 dal titolo “Smart Agricolture: terreno fertile per il 5G” aveva dimostrato come: “…La Smart Agriculture rappresenta un’opportunità di business dell’Internet of Things con grandi potenzialità in termini di revenue, essendo l’AgriFood una realtà di enorme valore per il sistema paese Italia che fa leva sull’eccellenza della materia prima e sulla tradizione italiana su cibo e qualità. La mole di investimenti dei venture capitalist internazionali verso startup che operano in ambito AgriFood rappresenta un indicatore di quanto l’agricoltura di precisione sia un tema di grandissimo potenziale a livello mondiale”.

L’agricoltura quindi, grazie alla tecnologia tornerà “quella di una volta”, fatta di cibo genuino, basso inquinamento e garanzia della provenienza dei cibi?

di Angela Di Micco

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