Sinuosità e tormento: le sculture di LizMimì

Marilisa Coppola

Marilisa Coppola in arte LizMimì è nata nel 1984 a Pollena, in provincia di Napoli. Ha conseguito la maturità artistica al liceo artistico Statale di Napoli SS Apostoli e il diploma accademico di primo livello in Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Ha esposto in varie mostre collettive a Napoli e provincia. Nel 2009 riceve il settimo premio al centro d’Arte Mediterranea a Torre del Greco, X VI I Mostra Concorso “Nuove proposte”. Le sue emozioni fluttuanti prendono forma attraverso la pietra, la sinuosità e la forza della linea. La sospensione, l’alternarsi di pieni e di vuoti nelle sue opere sono l’espressione di un’interiorità sempre “sospesa” come l’amore infinito, l’incontro di anime, la passione, il tormento, l’eterno gioco dell’incontrarsi per poi perdersi, ma con un filo “sospeso”. Attraverso l’astrazione esprime il suo inconscio e continuo a “ricercarlo” lasciando andare libere le sue mani a contatto con l’argilla, la pietra o altri materiali. La sua è una continua ricerca e un lavoro sull’inconscio e sulla parte più passionale, tormentata e “sospesa” del suo “essere”. Attualmente iscritta al biennio specialistico di fotografia all’Accademia di Belle Arti a Napoli. Attraverso la fotografia, la scultura e anche la pittura da qualche anno c’è una continua ricerca interiore attraverso tanti mezzi espressivi, perché non è il mezzo ma il potere del contenuto. Il dolore è la parte più forte delle opere, insieme alla passionalità non espressa chiaramente ma spesso velata come le ferite e le emozioni nascoste e tormentate.

 

"Amore Infinito" di Marilisa Coppola
“Amore Infinito” di Marilisa Coppola

 

Ci puoi parlare della tua opera d’arte?
«La mia opera d’arte è intitolata “Amore Infinito” perchè parla dell’amore, ho utilizzato una pietra di siphorex, dato che il materiale utilizzato ha una porosità, dei vuoti, come può essere l’anima con i suoi vuoti, può avere un essenza non definita, e anche l’amore può essere pieno di ostacoli. Le emozioni che si percepiscono prendono forma grazie alla pietra, la sinuosità e la forza della linea. Attraverso l’astrazione, esprimo il mio inconscio e continuo a ricercarlo, lasciando andare libere le mie mani a contatto con l’argilla, la pietra e altri materiali, che utilizzo un po’ in tutte le opere, e continuo a ricercare e a lavorare sul mio inconscio».

Ci puoi parlare del tuo percorso personale? Come si è evoluto?
«L’arte è stata sempre dentro di me. L’esigenza è subentrata principalmente per il mio carattere, che è stato sempre riflessivo, ma durante l’esecuzione delle mie opere sono molto più istintiva. A volte è come se mi sdoppiassi, sono solo le mie emozioni, il mio istinto quando creo. Per questo le mie opere vanno nell’astrazione, li è un contatto con le emozioni, c’è un pensiero, un vissuto, che mi porta ad avere questa specie di sfogo. Ora sto sperimentando, attraverso la pittura in modo astratto, o attraverso la fotografia che sia in prospettiva, cogliendo l’attimo, cercando qualcosa di me in un paesaggio. Momentaneamente, sto lavorando sul concetto del dolore, a causa di eventi passati».

Se potresti dare un consiglio a un giovane artista che si approccia nel mondo dell’arte, che consiglio gli daresti?
«Più che un consiglio io credo che ci debba essere un’amore viscerale per l’arte che porta a continuare questo percorso non semplice. Se c’è forza e testardaggine si continua, poi deve essere qualcosa che hai dentro e che ti porta a fare arte a creare, al di la di quello che c’è intorno. È fondamentale avere, per l’artista una forza dentro che ti porta a creare e a confrontarti».

di Maria Grazia Scrima

About Maria Grazia Scrima

Classe ’86. Laureata in Arti Visive (Laurea I livello) e in Fotogiornalismo (Laurea specialistica) presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Diplomata in Fotografia Pubblicitaria presso l’ILAS (Istituto Superiore di Comunicazione Visiva). Le sue passioni sono l’arte, la musica, la fotografia, la grafica pubblicitaria, la poesia e la lettura.