Ieri abbiamo pubblicato una denuncia a mezzo stampa visto l’avvicinarsi dell’inizio della stagione balneare 2019 (dal 1° aprile al 30 settembre).
https://informareonline.com/?p=102354

                                Precisazione
Per chi ci segue e per i tanti che privatamente mi stanno scrivendo, intervengo per un motivo di estrema chiarezza, anche se non sarebbe necessario perché gli argomenti e le immagini postate dall’Associazione Officina Volturno e dal Magazine Informare e le relative assurde risponde del Sindaco di Castel Volturno, sono indiscutibili.

                                 Premessa 
Premesso che la nostra nota pubblicata non riguarda assolutamente l’impianto di depurazione di “Foce Regi Lagni” (ubicato nel comune di Villa Literno a oltre due chilometri dallo sbocco a mare del Canale Regi Lagni) che il Sindaco continua erroneamente a chiamare in causa, ma bensì le analisi condotte dagli scriventi alla foce (sbocco a mare) del canale dei Regi Lagni i cui i risultati sono evidenti e sono riassumibili come di seguito: “SE CI FOSSE UNA FOGNATURA ALLA FOCE DEI REGI LAGNI, GLI STESSI NON VI POTREBBERO SCARICARE A CAUSA DEL NOTEVOLE SUPERAMENTO DEI LIMITI DI LEGGE”.

                                 Conclusione 
Quando un Comune riceve una segnalazione con un filmato fornito da un’Associazione come Officina Volturno, riconosciuta tra le Associazioni Ambientali a difesa e tutela dell’Ambiente dello stesso Comune come riconosciuto dallo Statuto Comunale, l’Amministrazione ricevente, vista la credibilità della stessa Associazione, dovrebbe adoperararsi immediatamente per avviare le procedure di verifica. Tali verifiche non possono concludersi con una semplice telefonata al Gestore dell’impianto di depurazione di “Foce Regi Lagni” (Gentile Sindaco, per la seconda volta, ti suggerisco di non confondere l’impianto di depurazione così denominato con la vera foce dei Regi Lagni…). Tutto ciò il Sindaco doveva comunicarlo per iscritto informando tutti gli enti competenti… Come mai tutto ciò non è stato fatto? Perché nel riscontro telefonico inviatomi contesta la stessa segnalazione non preoccupandosi minimamente della gravità e delle cause dell’inquinamento e degli scarichi in essere nonostante l‘allarme generale di tanti bagnanti / cittadini?

Forse perché evoca solo a se stesso e dopo svariati giorni (stranamente, trascorso  il Ferragosto…) il potere di eseguire e valutare l’esito di analisi?                                            Perché lo stesso Sindaco decide di fatto di non intervenire?

Per tutti questi fatti riscontrabili ecco il perché definiamo questo comportamento omissivo e dannoso per la salute dei cittadini, pertanto, riteniamo obbligatorio per il ruolo ampiamente riconosciuto, di presentare questa ulteriore denuncia pubblica.

(Tommaso Morlando)
Presidente Centro Studi Officina Volturno

Balneabilità, la responsabilità finale è del Comune
I dati ARPAC non sono sufficienti, bisogna sempre verificare

Qualcuno dirà: ma il Sindaco deve farsi ogni giorno 27 chilometri di costa? Sì, anche perché può usufruire dell’ausilio degli assessori, i dirigenti, l’ASL, la Polizia Municipale.              Non si scherza con la salute delle persone.

 

Le responsabilità del Comune in materia igienico–sanitaria sono enormi, ed in tal senso le leggi parlano chiaro e le pene sono severissime.

Per la balneabilità (D.lgs. 116/2008) la legge è chiarissima. Art. 5. – Competenze comunali

1. Sono di competenza comunale: a) la delimitazione, prima dell’inizio della stagione balneare, delle acque non adibite alla balneazione e delle acque di balneazione permanentemente vietate ricadenti nel proprio territorio, in conformità a quanto stabilito dall’apposito provvedimento regionale; b) la delimitazione delle zone vietate alla balneazione qualora nel corso della stagione balneare si verifichi o una situazione inaspettata che ha, o potrebbe verosimilmente avere, un impatto negativo sulla qualità delle acque di balneazione o sulla salute dei bagnanti;

c) la revoca dei provvedimenti adottati in base delle disposizioni di cui alle lettere a) e b);

d)l’apposizione, nelle zone interessate, in un’ubicazione facilmente accessibile nelle immediate vicinanze di ciascuna acqua di balneazione, di segnaletica che indichi i divieti di balneazione di cui al comma 1, di previsioni di inquinamenti di breve durata di cui al comma 2, lettera c), dell’articolo 15.

Art. 10. – Misure di gestione in circostanze eccezionali 1.

Le autorità competenti (tra queste il Comune, ndr.) provvedono affinché vengano adottate misure di gestione tempestive e adeguate qualora vengano a conoscenza di situazioni inaspettate che hanno, o potrebbero verosimilmente avere, un impatto negativo sulla qualità delle acque di balneazione o sulla salute dei bagnanti. Tali misure includono l’informazione del pubblico e, se necessario, un divieto temporaneo di balneazione!

*** Immagine allegata: copia pagina del n° 100 del nostro periodico informare dell’Agosto 2011 dove illustravamo il D.L. 116/2008 e già d’allora spiegavamo le competenze di un comune, in merito al controllo della balneabilità.
Pertanto per noi nulla di nuovo, solo la continuazione di ciò che abbiamo sempre detto e scritto.

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