Simona Aiello, insegnante trans accettata dai suoi alunni

Claude Savarese 28/11/2023
Updated 2023/11/29 at 3:22 AM
3 Minuti per la lettura

Simona Fatima Cira Aiello, insegnante di italiano a Torre Annunziata, porta a compimento il suo percorso di transizione in quanto donna trans. Racconta la naturalezza con la quale è stata accettata da alunni e colleghi, e di come sia una cosa naturale l’essere trattata come tale.

Simona Aiello, un’insegnante di inclusione

Simona racconta la sua esperienza in una intervista al Mezzogiorno: “Già da maschio mi vestivo in modo sobrio. Il massimo erano camicioni e pantaloni un po’ più attillati. Da donna mi sono presentata vestita senza eccessi. E gradualmente. Per fare abituare i miei allievi all’idea che il loro professore fosse diventata una prof”.

Inoltre racconta come gli alunni le siano stati vicini. “Certo i commenti stupidi non mancano, però sono stati davvero pochi. Nella fase della transizione, ho iniziato con piccole cose: un giorno indossavo gli orecchini, un altro mettevo lo smalto. Si sono subito abituati e anche senza domande dirette, hanno compreso la mia situazione”. Ma in linea di massima tutto il corpo docenti ha sostenuto la scelta del insegnante.

La strada per l’inclusione é ancora lunga

Simona non é stata la prima insegnante trans qui in Italia. Purtroppo non tutte hanno avuto la possibilità di essere accettate. Famoso è il caso di Giovanna Cristina Vivinetto, poetessa che nel 2018, con Dolore minimo, ha vinto la VII edizione del premio Cetonaverde Poesia Giovani; la 59°a edizione del premio San Domenichino Città di Massa; il 63° Premio Ceppo Pistoia Selezione Poesia Under 35 e il 90° Premio Internazionale Viareggio-Rèpaci come miglior opera prima.

Insegnante trans allontanata nel 2019 dall’istituto Kennedy di Roma. Il giudice ha riconosciuto che le ragioni che hanno indotto la scuola a risolvere il rapporto di lavoro con la Vivinetto erano collegate alla sua condizione di transgender. Così il Kennedy è stato condannato a risarcire la docente con circa undicimila euro, che corrispondono agli stipendi che avrebbe percepito fino al termine del contratto di collaborazione. Lei, così come molte altre insegnanti che hanno combattuto, hanno aperto un varco verso l’inclusione, dando speranza alle prossime generazioni.

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