Il S.I.M. Carabinieri urla a gran voce la propria vicinanza al ministro che sta modernizzando le FF. AA.

“Il Ministro Trenta non si tocca!”, questo è l’urlo del SIM Carabinieri, pronto a scendere nelle piazze per dimostrare la sua vicinanza al titolare del Ministero della Difesa.

Questa duro appello del primo sindacato militare delle FF.AA. è la reazione all’attacco gratuito e anacronistico che il Generale di Corpo d’Armata Giangabriele Carta, 30° Comandante della Brigata Sassari, ha indirizzato al Ministro Elisabetta Trenta, ritenuta dall’Alto Ufficiale “colpevole” di aver rivolto un messaggio d’auguri a due donne appartenenti alla Marina Militare, che lo scorso 31 marzo si sono unite civilmente.

Il Ministro Trenta ha commentato la lieta notizia:

«Sono stata davvero felice di vedere le immagini del vostro giorno più bello, con le famiglie riunite e tanta gioia nei vostri sguardi. Lorella e Rosy sono l’esempio di una importante evoluzione culturale, nelle Forze Armate e nel nostro Paese. Auguri ragazze!». 

Ovviamente anche il SIM Carabinieri non può non essere concorde con il Ministro della Difesa nell’esprimere felicitazioni nei confronti delle colleghe, che con la loro unione hanno dimostrato che la professionalità delle FF.AA. non può e non deve essere messa in discussione dal proprio orientamento sessuale, nel rispetto delle libertà costituzionalmente garantite e del decoro dell’immagine dell’amministrazione militare di appartenenza.

Ma questo è invece bastato per spingere il generale di Corpo d’Armata Giangabriele Carta a scrivere al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in quanto capo delle Forze Armate, per esprimere la sua indignazione e il “profondo disagio”.

Il SIM Carabinieri condanna con forza i contenuti espressi dal Generale Carta, che evidentemente ha inteso strumentalizzare l’evento per rivolgere un attacco indegno al Ministro della Difesa, venendo meno al proprio giuramento sul rispetto e tutela dei fondamenti costituzionali di tutela dei diritti inviolabili dell’uomo.

Quello del Generale Carta è solo l’ultimo degli infelici attacchi da parte di vertici militari all’indirizzo del Ministro Trenta, probabilmente vista come una minaccia ai privilegi acquisiti nel tempo dagli appartenenti alla “casta” del mondo militare.

 
Il SIM Carabinieri, in questo momento più che mai, è vicino al nostro Ministro della Difesa, condividendo da subito la sua volontà di rendere le FF.AA. democraticamente più aperte al riconoscimento dei diritti fondamentali riconosciuti dalla nostra Costituzione e al progetto di razionalizzare le spese per la difesa, indirizzandole verso il miglioramento delle condizioni dei lavoratori in divisa. 
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