Silvia: critiche, ipotesi e qualche riflessione in merito

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Ne parlo ora dopo che ne hanno parlato tutti. Dopo che è stato detto tutto ed il contrario di tutto. Per me è stato detto troppo o comunque troppo presto ed in modo eccessivo, con paragoni e supposizioni improbabili, se non palesemente campate in aria.


Ci si è scagliati subito contro questa ragazza, liberata dopo 18 mesi di prigionia, senza prima almeno saperne qualcosa in più o almeno rifletterci un po’ su. E così alcune persone (tante) hanno detto, tra l’altro, che la sua non sarà stata neanche una prigionia, al contrario si sarà trovata benissimo, si è sposata con uno dei rapitori e forse è anche incinta. Per cui è stato un errore liberarla, tanto valeva lasciarla lì e non dare 4 milioni di riscatto a dei terroristi che li useranno per comprare armi. E quest’ultima, del resto, non è neanche l’ipotesi più malevola: c’è chi è andato oltre e ha ipotizzato che potrebbe tornare lì per spartirsi il “bottino” con i rapitori e quindi, chissà, diventare una terrorista anche lei…
Insomma, davvero è stato detto di tutto e di più. E a me non interessa ora cercare di smentire quelle ipotesi. Anche perché io, socraticamente, “so di non sapere” e quindi non ho molti elementi sia per smentire e sia per confermare quelle ipotesi.
Una delle critiche alla scena dell’arrivo di Silvia in Italia che invece condivido abbastanza è quella relativa all’eccessiva “passerella” o parata di accoglienza all’aeroporto. È vero che così si è sempre fatto, anche con altri governi di orientamento diverso dall’attuale, ma questo non è un buon motivo per tollerarlo. Sperando che non ci siano più casi del genere in futuro, se dovesse succedere mi auguro che la prossima volta ci siano, oltre i familiari (ovviamente), direi al massimo il prefetto e al limite il sindaco ad accogliere l’ostaggio e poi un solo rappresentante dei reparti militari che hanno contribuito alla sua liberazione. E basta così.
Per il resto, le uniche cose più o meno sicure sono quelle che ha detto la ragazza. E cioè che si è convertita liberamente alla religione islamica, che è stata trattata bene dai rapitori e che vorrà tornare lì. Ah e poi ha smentito che si sia sposata e che sia incinta.
Anche su queste dichiarazioni ovviamente si possono porre dei legittimi interrogativi, soprattutto sulla assoluta spontaneità di conversione religiosa, la quale, di fatto, è avvenuta durante 18 lunghi mesi di “cattività” e questo può aver avuto psicologicamente il suo peso. Ma ciò che ancora colpisce è la ormai radicata equazione, che è nella testa di tanti “occidentali” e, anche tantissimi italiani, per cui Islam = terrorismo. Non mi va di ripetere le tantissime argomentazioni che si potrebbero porre per smontare tale equazione, la quale dimostra di certo la totale ignoranza verso una religione del resto molto articolata e complessa e che coinvolge circa 1.200 milioni di persone in tantissime zone del mondo, ma, per quanto mi concerne, è una cosa che davvero non si sopporta più (comprese le speculazioni politiche che ci si fanno su).
Altre disquisizioni un po’ più interessanti, che sono state avanzate, ruotano sulla questione se si debba pagare o no in caso di questi rapimenti. Premesso che pagano tutti (non solo l’Italia), ma va detto che un pagamento dopo ben 18 mesi sembra logico pensare che sia avvenuto dopo lunghi tentativi e infruttuose trattative di liberarla senza riscatto. Per cui, non essendoci riusciti, alla fine sarà prevalsa la linea che conta prima di tutto, e cioè: “salvare una vita umana”, tra l’altro di una giovanissima donna. E ancora: i rapitori/terroristi col riscatto ci comprano armi? Si molto probabilmente sì, ma anche qui sorge spontanea la domanda: e chi gliele vende?? Senza dire poi del ruolo della Turchia che pare ci sia stato nelle trattative con i rapitori e anche qui sorge una domanda: perché proprio la Turchia, che, del resto, è un Paese collocato militarmente e strategicamente nella NATO??
Poi ci sono le disquisizioni sui cooperanti che non devono andare “allo sbaraglio”, come avrebbe fatto Silvia, o anzi che, per alcuni, non ci devono andare proprio, salvo poi vedere che coloro che affermano ciò sono quasi sempre gli stessi che dicono che i migranti si devono “aiutare a casa loro”….
Viste le tante disquisizioni ed ipotesi avanzate, in conclusione ne voglio lanciare anche io una, che, ovviamente, è tutta da accertare e va presa con assoluto beneficio dell’inventario (a differenza di quelli che invece sono totalmente assertivi nelle ipotesi che hanno formulato). Ebbene, io sono assolutamente convinto che sia vero che i rapitori abbiano trattato benissimo Silvia e abbiano fatto questo perché certo il loro obiettivo era quello di ottenere un riscatto. Ma io credo che ci potrebbe essere dell’altro e quindi non solo (o non tanto) il riscatto era il loro fine. Può darsi che abbiano approfittato di questo anno e mezzo di convivenza con la ragazza (forzata per lei) e la abbiano trattata con cura con l’obiettivo di farla diventare una di loro, ma non una “terrorista”, bensì una sorta di convinta testimonial occidentale delle loro ragioni. Insomma, i tizi che l’hanno rapita compreranno anche delle armi con i soldi del riscatto e saranno anche dei terroristi, ma, considerando questa ipotesi, FORSE potremmo anche pensare che siamo in presenza di menti un po’ più raffinate e che curano in maniera molto attenta pure la parte “promozionale” o “propagandistica” delle loro azioni…
Certo è che Silvia è ora diventato un personaggio assolutamente interessante, per cui, più che criticarla, sarebbe molto utile ed istruttivo poter ascoltare, con grande attenzione, la sua storia e rifletterci su. Speriamo che questo possa avvenire in futuro, svanito questo eccessivo e, in gran parte, inutile attuale clamore sulla sua vicenda.

di Ciro Romano

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