Silk & Beyond, l’arte serica a Caserta

Silk&Beyond - Photo credit Gabriele Arenare

Maria Assunta Giaquinto lavora nell’azienda di famiglia da 35 anni dove, con non poche difficoltà, è riuscita sempre a mettersi in gioco e superare le crisi, anche investendo in settori diversi (dall’alberghiero alla ristorazione, al settore medico al tessile) e dando spazio ai dipendenti, valore etico al lavoro e ai luoghi, quasi fosse una casa ed una seconda famiglia, con collaboratori più responsabili, motivati, attivi.

Circa dieci anni fa, accoglie la sfida di recuperare anche l’antica arte serica di San Leucio rilevando la tradizione della famiglia Alois, eccellenza e memoria storica. Si tratta di recuperare l’antico bagaglio culturale di chiunque vive sulle terre casertane cogliendo l’opportunità di riscatto attraverso un’attività imprenditoriale.

«L’amore per la seta è un qualcosa che si ha nel DNA, che si respira da bambini e riporta a galla ricordi e tradizioni, così com’è avvenuto per l’allestimento dello show room di Silk & Beyond, ove sono entrate in gioco la passione per la tradizione storica e culturale, la creatività e la capacità imprenditoriale», racconta Maria Assunta.

 

 

San Leucio, le sete preziose

Vengono utilizzate soprattutto per le dimore storiche presenti nel mondo, dal palazzo Pallavicini in Austria alle stanze del Quirinale, alla stanza ovale della Casa Bianca, al palazzo pontificio ed altre ancora.

Per quanto eccellenti e ricercate, esiste il rischio concreto che le queste possano esser copiate o sostituite sul mercato internazionale. Infatti, i palazzi e dimore storiche nascono con le sete di San Leucio originali ma col tempo si riforniscono anche a Como dove si trovano dei prodotti analoghi che, pur non essendo originali, ben si prestano per verosimiglianza a queste. Tutto viene copiato e la seta di San Leucio non è da meno!

 

 

San Leucio, il marchio

Per contrastare la falsificazione e promuovere la qualità con prodotto di nicchia pur rimanendo in costi contenuti, si è lavorato alla creazione di un marchio, oggi di proprietà della Camera di Commercio, denominato “San Leucio Silk” con conseguente nascita di un Consorzio, presieduto dall’ing. Gustavo Ascione, anche socio della Silk & Beyond, cui afferiscono diverse aziende locali per ottimizzare la distribuzione dei tessuti sotto l’egida di un unico marchio e garantendo qualità e rispetto di alcune norme e regole a partire dal filato alle tecniche di lavorazione, dalle procedure di immissione sul mercato a salvaguardia della vita e della qualità delle nostre sete.

 

 

San Leucio, verso l’innovazione

Abbinare qualità e tecnologia è difficile ma non impossibile. Pur nel rispetto delle tradizionali caratteristiche estetiche e di lavorazione, formati e tessitura, talvolta vengono richieste anche tessiture rispondenti alle attuali esigenze normative e di mercato utilizzando dei filati e trattamenti particolari che lo rendono tale.

Si conserva il marchio storico ma si propone anche una innovazione nel design e nella tecnologica capace di raggiungere anche un’altra fetta di mercato come quella dei contract o dei grandi alberghi, che richiedono prodotti particolari dovendo rispettare delle norme ma desiderano anche la nostra qualità.

Tra le novità c’è una maggiore apertura al territorio, con la collaborazione universitaria e l’arte contemporanea. A partire dai reiterati motivi degli arazzi, pur nel rispetto delle antiche e tipiche tecniche di lavorazione, si è pensato a realizzare motivi più contemporanei e moderni a partire da opere di artisti create ad hoc. L’idea è quella di ripartire dal nostro territorio, recuperando ogni messaggio che di buono può passare dalla nostra terra. E considerato che le nostre sete vanno prevalentemente all’estero, ad un mercato internazionale, si è pensato di realizzare cinque soggetti che ben rappresentassero le nostre bellezze: la reggia di Caserta, il Vesuvio, Piazza del plebiscito a Napoli, l’antica Spacca Napoli, la cattedrale di Amalfi.

Nell’archivio storico sono chiaramente esposti i lavori di un tempo ma troviamo anche quelli realizzati da studenti o tirocinanti con motivi che valga la pena mettere a telaio. Se richiesti, vanno in produzione altrimenti danno vita, al pari di creazioni artistiche energiche e fantasiose, a mostre itineranti per mostrare al Mondo quel che facciamo.

di Annamaria La Penna
Foto di Gabriele Arenare

Tratto da Informare n° 176 Dicembre 2017

About Annamaria La Penna

Pedagogista, si occupa di educazione, formazione e ricerca universitaria prevalentemente nell'educazione degli adulti e del Life Long Learning. Assistente Sociale, mediatrice familiare e consulente tecnico esperto in servizio sociale forense, è impegnata nei servizi e nelle politiche sociali dal 2001. Ha collaborato con alcune testate, tra cui Viewpoint, magazine di promozione culturale umbro (dove nasce e si forma) fino a giungere nel 2016 nella grande famiglia di Informare, dove ricopre il ruolo di caporedattore e direttore organizzativo. Iscritta agli Ordini professionali degli Assistenti Sociali e dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Obiettivo personale e professionale: con passione e dedizione, continuare a migliorare in qualsiasi cosa faccia.