silenzio-elettorale-una-previsione-efficace
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Il 3 e il 4 ottobre 2021 in ben 1.192 comuni italiani, circa 12 milioni di cittadini saranno chiamati alle urne per le elezioni amministrative. Caratteristica classica del giorno prima delle elezioni è il cosiddetto “silenzio elettorale”, ossia l’interruzione della campagna elettorale che deve iniziare proprio il giorno antecedente alle elezioni e continuare fino alla chiusura delle urne.
Il silenzio elettorale è stato disciplinato per la prima volta da una legge del 1956, la n. 212 del 4 aprile, che dedicava ad esso l’intero articolo 9. La disciplina è stata successivamente modificata nel 1975 con la legge n. 130 del 24 Aprile.
L’attuale disciplina prevede che durante il periodo di silenzio elettorale siano vietati i comizi, la propaganda nei luoghi pubblici e entro il raggio di 200 metri dall’ingresso delle sezioni elettorali e l’affissione di manifesti di propaganda. Con il decreto legge 804/1984 è stato incluso altresì il divieto di propaganda tramite le reti radiotelevisive.
La ratio di tale normativa è quella di tutelare la scelta libera e consapevole del cittadino, che in questo modo si riserva un giorno per riflettere in tranquillità e decidere a chi consegnare il proprio voto.
É però evidente, agli occhi di un lettore che vive nell’epoca della DAD e dello smart working, l’enorme vuoto di tale previsione normativa, che resta ancorata agli storici -e potremmo dire datati- canali di trasmissione (le piazze, il cartaceo, la tv e la radio), non considerando le attuali piazze virtuali ossia i social, che sono ormai i principali strumenti della propaganda elettorale e che, attualmente, non rientrano in tale divieto. Per tale motivo, sarà possibile per i candidati e per i partiti proseguire con la loro campagna fino all’ultimo minuto e l’elettore sarà tempestato fino all’ingresso al seggio.
Questo vuoto normativo è stato ripetutamente lamentato dalla AGCOM, purtroppo senza risultati.
Fino a che punto possiamo ritenere effettiva questa tutela dell’elettore e quanto, invece, senza adeguati aggiornamenti, il silenzio elettorale resterà solo una caratteristica storica e non più attuale?

di Benedetta Guida

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