“Siamo tutti… Felice”, la nuova commedia di Salvatore Gisonna

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Salvatore Gisonna, attore comico napoletano, riesce ancora a far parlare di sé.

Dopo aver riscosso grande successo nazionale, partecipando a programmi televisivi molto seguiti come Made in Sud e Zelig, e dopo aver vinto prestigiosi premi di cabaret, Gisonna ha ideato la nuova commedia “Siamo tutti… Felice”, con la partecipazione di Ciro Esposito e Fabio Balsamo.
Il nuovo spettacolo sarà in scena in alcuni teatri campani, in particolare al Teatro Totò di Napoli, dal 12 al 22 marzo.

Salvatore, quelle per il teatro e per la commedia sono passioni che ci si porta dentro sin da piccolo. Come ti sei appassionato al teatro e come è iniziata la tua avventura?

«Diciamo che è iniziato tutto per caso. Mi ritrovai, tanti anni fa, a fare l’animatore turistico e subito dopo sono stato catapultato letteralmente sul palco, nel lontano 1989. D’allora, non sono più sceso. Ho iniziato, quindi, come animatore e pian piano ho cominciato a scrivere testi, appassionandomi sempre di più a questo lavoro. Poi sono arrivati i successi di Telegaribaldi, Zelig e Made in Sud ed è stata una bella escalation, un continuo divertimento».

In alcuni dei tuoi spettacoli e monologhi hai toccato temi come la politica, la crisi e la mancanza di lavoro. Ma dietro le tue battute, quando sei sul palco, si celano anche messaggi che vorresti lanciare alla classe politica italiana?

«Di solito la politica tendo sempre a non toccarla perché è un po’ come il calcio: è un argomento che divide, quindi cerco sempre di non schierarmi e di essere esclusivamente dalla parte del pubblico. Diciamo che cerco di sdrammatizzare e di portare all’estremo situazioni quotidiane, anche perché resto del parere che, se riesci a far rivedere le persone in quello che dici, allora sei un vincente ed hai un’arma in più».

“Siamo tutti… Felice” andrà in scena a Salerno e poi al Teatro Totò di Napoli. Cosa senti di lasciare allo spettatore con questa nuova commedia?

«Innanzitutto, spero di lasciare due ore di estrema spensieratezza e di allegria. “Siamo tutti… Felice” è una commedia che si incentra sul tema familiare. I protagonisti sono tre fratelli orfani. Il padre, deceduto, ha lasciato tutta l’eredità nelle mani di Felice, motore economico della famiglia.
I tre fratelli sono completamente diversi tra loro, ognuno con il proprio carattere ed i propri interessi, ma si ritroveranno accomunati da un avvenimento che accade durante la commedia. Questa improvvisa vicenda cambierà Felice, personaggio burbero, scontroso e tirchio, che non esce mai di casa e che maltratta i suoi fratelli Enzo e Gigi. Felice cambierà, all’improvviso, il suo modo di vedere le cose e diventerà affabile e amorevole. Ritengo, quindi, che i temi della famiglia e dell’amore fraterno siano preponderanti in questa commedia. Ho avuto la fortuna di essere accompagnato da due persone fantastiche, Ciro Esposito e Fabio Balsamo, che sono uno più bravo dell’altro. Ci sarà sicuramente da divertirsi e speriamo di fare dieci giorni di grande soddisfazione al Teatro Totò, il teatro della comicità per eccellenza».

Ci puoi dire se hai già qualche progetto per il futuro?

«A febbraio sono uscito anche con “C’era una volta… Anzi due”, un’altra commedia sempre scritta da me e che ha esordito a Salerno. A marzo mi concentrerò sulle date di “Siamo tutti… Felice” e poi, da fine marzo, riprenderò questa commedia con appuntamenti a Napoli e a Roma, fino a maggio.
Il cabaret non l’ho assolutamente accantonato perché è stato il primo amore, ma d’inverno è diventato un po’ più di nicchia e ci si dedica esclusivamente al teatro, oppure a qualche programma televisivo o progetto radiofonico interessante».

Salvatore, un invito che vuoi fare al pubblico…

«Ovviamente l’invito è quello di venire in teatro ad “essere felici e Felice”, non dimenticando che nella commedia ci saranno anche personaggi prestigiosi come Gigi D’Alessio, Biagio Izzo, Peppe Iodice e Miriam Candurro, che interverranno e interpreteranno un personaggio della storia direttamente in video. Il resto lo scoprirete solo assistendo allo spettacolo».

di Donato Di Stasio

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°203
MARZO 2020

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