sigarette a tabacco riscaldato

Siamo davvero pronti a dire addio alla sigaretta tradizionale?

Gianrenzo Orbassano 22/12/2022
Updated 2022/12/21 at 3:54 PM
7 Minuti per la lettura

La sigaretta ha da sempre un suo forte simbolismo nella cultura del mondo. Al cinema, per fare un esempio, si fumava in sala e si guardavano le stars di Hollywood sul grande schermo accendere e spegnere in continuazione una sigaretta dopo l’altra. Lo sapevate che, negli anni ’30, le aziende produttrici americane di tabacco pensarono di rivolgersi a dei medici facendone dei testimonial diretti per le sigarette? Altri tempi, dove ancora non era stato scoperto il legame tra fumo e cancro ai polmoni, oltre alle malattie cardiovascolari e ai danni neurologici.

Dagli anni ’30 ad oggi, il progresso scientifico per la salute ha fatto passi da gigante. Ma anche quello tecnologico non è da meno, basti pensare che nel 2022 fumare si può e in modi sempre più diversi. Anche il progresso tecnologico in tema di fumo è progredito. Con l’invenzione delle sigarette elettroniche (liquido) e quelle a tabacco riscaldato, le grandi case produttrici di tabacco stanno pian piano scoprendo un nuovo mercato sulla quale investire per i prossimi anni. In questo spazio, teniamo in considerazione l’aumento delle sigarette a tabacco riscaldato. La domanda da porci è quindi la seguente: passeremo definitivamente dalle sigarette tradizionali a quelle a tabacco riscaldato?

Sigaretta a tabacco riscaldato vs sigaretta tradizionale

Prima di passare ai dati sul consumo delle sigarette a tabacco riscaldato, facciamo chiarezza sulle sostanziali differenze tra queste ultime e le sigarette tradizionali. I prodotti che consentono di fumare sigarette con tabacco riscaldato, riscaldano appunto il tabacco invece di bruciarlo. Questa è la differenza principale tra questi prodotti e le sigarette tradizionali. Non bruciando il tabacco, ed eliminando quindi la combustione, i prodotti del tabacco riscaldato non generano fumo ed i loro aerosol contengono meno sostanze chimiche nocive ed in minor quantità rispetto al fumo di sigaretta. Per capire i dettagli sull’esatta riduzione di sostanze chimiche nocive varia tra i singoli prodotti, vi consigliamo di leggere qui e qui le analisi di due principali diversi produttori di sigarette elettroniche.

Una sigaretta tradizionale è costituita da tabacco avvolto in una cartina. Con l’accensione della sigaretta tradizionale, il tabacco viene bruciato e si genera il fumo, che è inalato dal fumatore adulto. La sigaretta brucia alla temperatura di 600°C, ma si possono superare gli 800°C durante il tiro. È la combustione a produrre la maggior parte delle sostanze chimiche nocive nel fumo che viene inalato. Sono queste ad essere la causa principale delle patologie associate al fumo. Un prodotto del tabacco riscaldato è invece composto da due elementi principali: la fonte di calore ed il tabacco stesso. Non producono cenere, non generano fumo. I prodotti del tabacco riscaldato evitano le elevate temperature raggiunte le quali il tabacco brucia. La cosa in comune tra sigarette tradizionali e le sigarette con tabacco riscaldato, è la presenza di nicotina, che è naturalmente contenuta nel tabacco e provoca dipendenza.

Il parere di AIRC sulle sigarette a tabacco riscaldato

Fino a quanto scritto, sembrerebbe che l’avvento delle sigarette elettroniche sul mercato sia da considerarsi la scoperta del secolo. Ma facciamo attenzione. Gli studi disponibili, effettuati perlopiù dai produttori, dicono che il contenuto in nicotina è simile a quello delle sigarette normali, ma il livello di sostanze tossiche legate alla combustione è sì minore, ma non nullo. Sul sito di AIRC capiremo come, alla luce degli studi effettuati sul contenuto delle sigarette a riscaldamento del tabacco, è ragionevole affermare che il loro utilizzo crei dipendenza quanto la sigaretta comune. Mentre è possibile che il loro impatto sia minore per quanto riguarda il fumo passivo.

Per tutti gli altri effetti sulla salute, mancano studi sufficientemente ampi e prolungati. Per altro, gli effetti delle sigarette sul cancro sono evidenti decenni dopo l’inizio del fumo. I risultati di uno studio della fine del 2018, che ha analizzato gli effetti negativi di queste nuove sigarette sulle cellule, hanno dimostrato un effetto tossico maggiore rispetto alle sigarette elettroniche, ma minore rispetto alle sigarette classiche.

Tabacco riscaldato: triplicato il consumo dal 2019 ad oggi

In conclusione, passiamo ai dati. Iniziamo a considerare che quasi un italiano su quattro, cioè il 24,2% della popolazione, è un fumatore. Nel 2022 si assiste a un incremento di 2 punti percentuali: i fumatori infatti erano il 22% nel 2019, ultimo anno di rilevazione pre-pandemica. Per quanto riguarda le sigarette a tabacco riscaldato, queste vengono utilizzate abitualmente o occasionalmente dal 3,3% della popolazione italiana, circa 1.700.000 persone. Il loro consumo è triplicato, passando dall’ 1,1% nel 2019 al 3,3% nel 2022.

Pertanto, è bene sottolineare che le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato non aiutano i fumatori a smettere di fumare. Mentre aumentano il rischio che i non-fumatori inizino a fumare sigarette tradizionali e che gli ex-fumatori ricadano nella dipendenza da tabacco. Questi sono i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Tobacco Control, realizzata con il sostegno di Fondazione AIRC.

Ora anche Philip Morris vuole passare dalla sigaretta tradizionale al tabacco riscaldato

Anche Philip Morris sta attuando un piano per ridimensionare fortemente il business delle sigarette tradizionali a favore di quelle elettroniche e prive di combustione. Un impegno sintetizzato attraverso lo slogan: “Se non fumi, non iniziare. Se fumi, smetti. Se non smetti, cambia“. Philip Morris si sta impegnando affinché le sigarette elettroniche e quelle con tabacco riscaldato di loro produzione generino il 50% dei suoi ricavi netti entro il 2025.  la transizione non si può fare a meno del sostegno della politica e delle istituzioni.

Nello specifico la Food & Drug Administration (Fda), l’ente che presiede a regole in ambito sanitaria, esplicita sul suo sito ufficiale che “molti studi suggeriscono che le sigarette elettroniche e i prodotti del tabacco non-combustibili possono essere meno dannosi delle sigarette combustibili“, ma aggiunge anche che “non ci sono ancora prove sufficienti per supportare le affermazioni secondo cui le sigarette elettroniche e altri sistemi elettronici di somministrazione della nicotina sono strumenti efficaci per smettere di fumare“.

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