Si spegne l’ex prefetto Giuseppe Caruso, Porcasi: “Persona speciale di grande sensibilità”

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Si è spento ieri a Bergamo Giuseppe Caruso, 72 anni, ex prefetto di Palermo e direttore dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati. Caruso è stato colpito da una polmonite fulminante mentre era ricoverato in ospedale per una leucemia.

L’ex prefetto ha dedicato la sua vita al contrasto alla criminalità organizzata, della quale ha cominciato ad occuparsi nel 1992 quando, da vicequestore aggiunto a Reggio Calabria, aveva catturato alcuni latitanti appartenenti alla ‘ndrangheta. Molto importante il suo apporto da questore di Palermo all’arresto di Bernardo Provenzano, catturato nel 2006 dopo tanti anni di latitanza. A Milano, invece, Caruso si è occupato anche di terrorismo interno e internazionale.

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“Conobbi il prefetto Caruso quando fu catturato Provenzano. Avevo realizzato una trilogia sulla cattura del boss e lui era felice del nostro incontro, tanto da invitarmi a Corleone. Ricordo che si respirava un clima di forte tensione. Stimava molto la mia pittura, una persona stupenda e sensibile verso la cultura. Nel 2015, durante la festa di tutti i prefetti d’Italia a Roma, ricordava ai suoi colleghi quanto la mia pittura sia stata determinante per svegliare le coscienze, rompere e distruggere il famoso tabù della sporca mafia. Sentiva sua la mia pittura essendo siciliano.

Lo voglio ricordare come una persona speciale e di grande sensibilità per il mondo dell’arte. Grazie Prefetto Caruso per ciò che hai regalato a tutti i giovani con il tuo esempio di grande uomo delle istituzioni”. Lo ricorda così il pittore siciliano Gaetano Porcasi, che ha condiviso e continua a condividere con Caruso la lotta alle mafie.

di Donato Di Stasio

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