Shealty: un progetto nell’area dell’health food

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Il 13 giugno scorso presso l’hotel Paradiso, in via Catullo, è stato presentato Shealty progetto nell’area dell’health food. A parlarne Simona Mincione (proposal writer Enco ed exploitation manager per i risultati di Shealty) e Marco de la Feld project coordinator.

Da cosa  è partito questo progetto Shealty?

Shealty è un progetto europeo del 2018, di sette milioni di euro, nell’area dell’ health food, finanziato nell’ambito del programma Horizon 2020 dell’unione europea, coordinato da ENCO  srl – azienda specializzata  in progettazione europea con sede a Napoli e Bruxelles – e a guida scientifica del dipartimento di Agraria dell’Università degli studi di Napoli.

La comunità europea, si pone degli obiettivi, diverse aree strategiche, e una di queste aree è quella di produrre alimenti sani, con un elevato valore nutrizionale, per ridurre tutte le problematiche, relative a una cattiva alimentazione. Sappiamo che negli ultimi 20 anni c’è stato un boom di sviluppo di queste tipologie di prodotti, dove l’unico  aspetto importante è  quello di ridurre il tempo di preparazione del prodotto, però ci si era focalizzati poco sul punto di vista nutrizionale.

Per quanto siano prodotti freschi, quindi migliori di quelli in scatola, l’esigenza della comunità europea è quella di sviluppare queste nuove tecnologie.

Da questo è nato il consorzio, dove ENCO srl gestisce il progetto, quindi gli aspetti amministrativi, di project management, il dipartimento di agraria dell’università della Federico II di Napoli coordina la parte scientifica e tecnologica, questo vuol dire che nella prima fase del progetto che dura 4 anni, si sperimenteranno le tecnologie, dopodiché verranno implementate direttamente dalle aziende, e saranno coinvolti i consumatori, per avere il loro feedback, ma anche per capire quali sono le loro esigenze, le loro preferenze e attitudini, quali sono i comportamenti attuali, e come poterli migliorare.

La particolarità di questo consorzio è che è multidisciplinare: ci sono  tecnologi, c’è chi ha la conoscenza per quanto riguarda queste tecnologie, ma anche lo studio del consumatore, quindi tutto ciò che sta dietro, in maniera teorica, dopodiché  si coinvolgeranno le aziende, che avranno la possibilità tramite questo finanziamento, di poter sperimentare tecnologie innovative presso le loro sedi e dedicare delle linee di produzione applicando queste tecnologie.

In questo modo si va anche ad innovare il loro livello di business, naturalmente non si chiede loro di acquistare nuovi  macchinari, ma si cercheranno dei nuovi network, si metteranno a sistema e si farà sinergia con altre aziende, in modo tale che i nuovi modelli di business possono essere pensati, quindi ipoteticamente, un azienda acquista un macchinario di altre pressioni, e più aziende del territorio possono usufruire di quella tecnologia, in modo che i costi possano restare contenuti.

Questa è l’innovazione dal lato business, che completa la parte tecnologica.

Per presentare il consorzio sono 21 partner, che provengono da 8 paesi europei, per esempio un soggetto italiano, con  aziende molto piccole, può  beneficiare delle conoscenze di altri partner europei, che mettono a disposizione, la loro conoscenza, questo è lo spirito del progetto europeo tipico. Stiamo parlando di alimenti del futuro, che non esistevano ad oggi nel mercato. Le mild technologies (trattamenti ad alta pressione, acqua elettrolizzata, imballaggi funzionali ecc) saranno validate attraverso undici azioni pilota che vedranno coinvolti micro e piccole imprese nel settore agroalimentare, della produzione primaria.

Il prodotto verrà conservato, fuori le buste di plastica, dentro gli imballaggi ecosostenibili.

Questi sacchetti hanno all’interno degli strati di oli essenziali che contribuiscono ad avere il prodotto più fresco. In maniera più scientifica: da sottoprodotti e scarti di lavorazione saranno ricavati composti bioattivi per la produzione di imballaggi attivi sostenibili, nell’ottica dei principi di economia circolare.

di Maria Grazia Scrima

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