Shahrisabz o la grande storia

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Anche la “politica” a volte fa bei regali. Parlo del fascinoso Gianluca Iannucci che ha saputo rappresentare a gran livello la città nella quale è consigliere comunale.

Pochi mesi fa l’ambasciatore dell’Uzbekistan viene a Caserta, visita ritualmente Palazzo Reale e incontra il Sindaco Marino con il quale firma un agreement di collaborazione fra la nostra città capoluogo e Shahrizabz. Subito dopo parte l’iter per la ratifica ufficiale dell’accordo da parte uzbeka.

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E qui interviene la bizzarria della storia che trasforma un fatto importante, ma freddo, come una convenzione fra città in una sorta di bella favola, peraltro a lieto fine.

Molti decenni fa in questa antica, splendida città uzbeka nasceva un bambino di nome Otabek Ilhomovich Olimjonov il cui nonno in quel momento era sindaco. Fu allora che qui arrivarono i primi turisti stranieri che divennero oggetto delle narrazioni del nonno al bambino relativamente all’importanza non solo economica del turismo, ma soprattutto relativamente all’importanza dell’incontro, del dialogo fra le genti che qui, lungo le leggendarie rotte della Via della Seta, è un modo di vivere da millenni. Nella testa e nel cuore di Otabek nacque così la speranza e il sogno di “continuare” il lavoro del nonno trasformando la sua vita in quella di ambasciatore del turismo di Shahrisabz.

Ricordo subito che qui nel XIV secolo è nato Tamerlano, potente fondatore della dinastia Timuride, che l’amò molto, anche se per ragioni strategiche dovette trasferirsi nella vicina Samarcanda. Ricordo ancora che qui, dalle parti dell’antica Nautaca (divenuta poi Kesh e poi ancora Shahrisabz), Alessandro Magno decise di trascorrere l’inverno del 328-27 dopoché un suo generale, Tolomeo, aveva sconfitto Besso, potente satrapo di Bactria.

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Dovette essere una sosta davvero piacevole quella di Alessandro perché qui, o comunque in queste terre fortunate, conobbe la bella Roxane, la “piccola stella” dei Persiani (è questo il significato del suo nome) che sposò con una cerimonia fastosissima che nelle sue intenzioni doveva celebrare l’incontro e l’unione fra tutti i popoli dell’immenso impero macedone, ma soprattutto l’incontro fra le culture d’Oriente e di Occidente.
Non credo che Vanvitelli volesse predire il futuro, ma chissà … Certo è che uno degli spazi più fastosi del nostro gran Palazzo è la “Sala di Alessandro” nella quale un gran pittore volle affrescare la scena delle nozze fra il potente macedone e la bella Roxane. La volta fu, infatti, affrescata nel 1787 dal siciliano Mariano Rossi (1731-1807) per esaltare la pace e la prosperità del Regno. Alla volta si accorda il camino sul quale, inserito in una corona d’alloro, si trova un altorilievo in marmo col profilo di Alessandro Magno, opera di Valerio Villareale, allievo del Canova.

Comunque, oggi Shahrisabz è una città davvero, davvero splendida dove la storia fa sentire il suo peso, la sua presenza, ma non la sua gravosità e l’antico nome della regione, Bactria, è un solo suono importante da non dimenticare.

Come ben sappiamo, questi nomi leggendari, Bactriana… Sogdiana… oggi si spandono su aree divise fra tanti Paesi, dall’Afghanistan alla Persia, ma Nautaca-Kesh-Shahrisabz è ancora là e sabz, che in persiano vuol dire verde, lascia facilmente intuire che siamo in un’area fertile e suggestiva. E soprattutto evocativa. E, infatti, qui hanno trasformato in poco tempo il centro della città che si spande intorno alla grande Moschea Kok Gubaz (Cupola Blu) voluta dal nipote di Tamerlano nel Ulugh Beg in onore del padre Shah Rukh (1437) in un immenso giardino. Un’area “sacra” dove si respira la magnificenza dei millenni grandiosi che hanno vissuto questa regione, questa città.

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Bene, qui in una magica serata di stelle splendenti (proprio così!) si avvera il sogno del bambino Otabek divenuto adulto e importante dirigente del Dipartimento del turismo del suo Paese, oggi cuore pulsante dell’immensa area mesoasiatica.
Parchi immensi, giardini, ristoranti, alberghi non invasivi occupano oggi il cuore di Shahrisabz: qui, davanti al grande monumento timuride, viene organizzata una fastosa serata di canti, di fashion e, soprattutto, di celebrazione dell’intesa fra Shahrisabz e Caserta. Sul palco, le massime autorità della città insieme a Otabek, Vittorio Giorgi, Console onorario dell’Uzbekistan a Caserta, e Gianluca Iannucci, delegato dal Sindaco Marino a rappresentare Caserta, al quale è dedicato questo mio piccolo scritto. Bello, giovane, elegante, mente veloce, rappresenta la nostra città con la sobria incisività di chi crede in quello che fa e sogna un futuro di dialogo fra le genti ed io sono stata felice di essere lì e orgogliosa.

Eh sì, ogni tanto la politica ci fa qualche bel regalo: grazie, Gianluca.

di Jolanda Capriglione
(Presidente del Club per l’Unesco, Caserta)

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