Shahrisabz: musei e melograni uzbeki

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Fare un viaggio con Paolo Mascilli Migliorini e Ida Gennarelli è proprio un gran piacere!

Nella calura di fine agosto o forse dei primi giorni di settembre ho ricevuto un invito da Vittorio Giorgi, Console onorario dell’Uzbekistan in Campania, a partecipare al Festival del melograno che si sarebbe tenuto entro poche settimane nella regione di Kashkadarya, nell’area di Shahrisabz, patrimonio Unesco.

Non ho esitato un solo attimo: di là è passata la storia del mondo!

Poi ho saputo che con noi sarebbero venuti anche Paolo e Ida e, dunque, non si poteva che gioire. Paolo è il prestigioso Direttore del Palazzo Reale di Napoli, membro del Consiglio scientifico di ARCO, fondatore con Stefano Gizzi e Renata Picone della rivista di Restauro Architettonico “Confronti”, grande studioso di problemi legati al restauro (e non solo), Ida è la Direttrice dell’area museale dell’Antica Capua.

Arrivati a Tashkent, la capitale uzbeka, ci siamo regalati il lusso di una visita all’immenso parco che occupa il cuore della città non lontano dalla Piazza della Pace tagliata da un’altissima “porta” in cima alla quale svolazzano cicogne argentate: bellissimo, soprattutto alla luce di un luminoso settembre che qui si fa dolcezza di colori e di atmosfere.

Abbiamo passeggiato, fiori, erba… piccoli edifici che riproducono in miniatura edifici storici uzbeki e poi, senza rendercene conto, ci siamo s/perdute, Ida ed io, al suono delle parole di Paolo che con maestria impagabile ci raccontava storie, forse fabulae, sulle stampe, le mappe, le chartae appese ai muri di una tea-house ricca di tappeti e tessuti suzani dove i viola incontrano i verdi brillanti per andare incontro al rosso rubino poco più in là.

Poi, il giorno dopo, siamo partiti in treno, pulito e puntuale, per una full immersion nel mondo dei melograni: festa nella festa!

Shahrisabz ci accoglie (letteralmente) con canti, musica e pane, dappertutto simbolo di amicizia. Ma, sorpresa!, la città ha anche nuovi, suggestivi musei nei quali la bella Ida “perde la testa” per cercare corrispondenze, analogie, somiglianze. Le troviamo in piccole terrecotte tanto vicine alle statuette votive di cui è ricco il Museo dell’ Antica Capua e cominciamo a “sognare” rotte, percorsi della storia, ma soprattutto spazi per dialoghi, gli incontri dell’oggi. Un Museo prezioso, voluto e finanziato dallo “zio d’America”: un musicofilo emigrato negli Stati Uniti che ha raccolto e offerto alla sua città antichi, preziosi strumenti ai quali si accompagnano in questo spazio tanto raffinato anche antiche vesti, piccoli tappeti e, qua e là, reperti millenari che tanto incantano tutti noi.

Non lontano è il Museo di Amir Timurnel superbo complesso della madrasa Chubin (XIV-XVI sec.) che l’UNESCO ha voluto inserire in una lista speciale.

Aperto nel 1996 si è subito arricchito di oggetti e reperti: l’archeologia fa miracoli e crea economia ancora oggi. Basti pensare ai 6500 tasselli di un unico mosaico ritrovati e ricomposti insieme a ferri battuti, legni intagliati, ceramiche, maioliche fino a creare le meraviglie che scorrono sotto i nostri occhi.

Io sono affascinata e suggestionata anche dalle memorie zoroastriane che qui affondano le loro radici plurimillenarie, ma portano la mia mente e il mio cuore in Iran, nella magica Yazd dove c’è un “altare” con il fuoco acceso sempre, sempre.

Gianluca-le-beau mi “sveglia” da par suo con un abbraccio trascinante e uno squillante: ”Sempre-sempre?”.

Che fortuna essere qui con Amici tanto speciali…

di Jolanda Capriglione
(Presidente del Centro Unesco, Caserta)

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