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Sfruttamento e violenze a Caserta: il lato oscuro dell’agricoltura in Italia

Paolo Cutillo 17/02/2024
Updated 2024/02/16 at 6:29 PM
4 Minuti per la lettura

Nel cuore della provincia di Caserta, una rete di sfruttamento e abusi ha fatto emergere il lato oscuro dell’industria agricola italiana. I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta hanno eseguito un’ordinanza emessa dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, di misura cautelare a quattro imprenditori agricoli con l’accusa di sfruttamento, abusi e violenza.

Condizioni degradanti ed abusive

Questi imprenditori domiciliati a Marano di Napoli sono accusati, in concorso tra loro, dei gravi reati di sfruttamento del lavoro e impiego di manodopera clandestina. Le indagini hanno preso avvio grazie alla vigilanza straordinaria del progetto “Su.Pr.Eme”, quando i Carabinieri hanno individuato dieci lavoratori extracomunitari impiegati nella raccolta di ortaggi. Le condizioni di lavoro degradanti e abusive hanno immediatamente sollevato sospetti, spingendo le autorità ad approfondire la questione. È emerso che i lavoratori, privi di regolare permesso di soggiorno, erano costretti a lavorare oltre 11 ore al giorno, senza contratti di assunzione. Paghe irrisorie, oscillanti tra i 30 e i 40 euro al giorno, violenze fisiche e verbali da parte dei datori di lavoro erano consuetudine.

Sfruttamento e violenze nell’agricoltura casertana: una piaga dilagante

Le testimonianze raccolte durante le indagini hanno rivelato episodi scioccanti di violenza e abuso. Un lavoratore, colpevole di aver cercato riposo sedendosi a terra, è stato colpito con una cinghia da uno degli indagati. In un altro caso, un lavoratore che aveva avuto un malore è stato riaccompagnato a casa senza ricevere cure mediche, anziché essere trasportato in ospedale. Queste scene purtroppo non sono novità nelle realtà che sfruttano vite in cerca di un futuro per pochi soldi, rendendo questo fenomeno una piaga dilagante. 

Vulnerabili e senza protezione

Questi tristi eventi mettono in luce un problema diffuso e persistente nel settore agricolo italiano: lo sfruttamento dei lavoratori migranti. Questi individui, spesso vulnerabili e senza una rete di protezione adeguata, sono costretti a vivere e lavorare in condizioni disumane. Nella maggior parte sono infatti soggetti a violenze e abusi da parte dei loro datori di lavoro. Il procedimento per ora si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e i destinatari dei provvedimenti cautelari sono da considerarsi innocenti fino a prova contraria. Tuttavia, questi gravi episodi richiamano l’attenzione sulla necessità di rafforzare i controlli e le misure di tutela dei lavoratori nel settore agricolo, così da prevenire e contrastare efficacemente lo sfruttamento e gli abusi.

Diritti umani per tutti i lavoratori

Il contrasto allo sfruttamento del lavoro e alla violenza nei confronti dei lavoratori migranti deve diventare una priorità assoluta, sia per le autorità competenti che per l’intera società. Forse però servirebbe prima di tutto un cambio di pensiero alla radice su integrazione e aiuto ai migranti. Solo attraverso un impegno concreto e coordinato sarà possibile garantire condizioni di lavoro dignitose e rispettose dei diritti umani per tutti i lavoratori, indipendentemente dalla loro provenienza o status sociale.

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