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Siamo agli sgoccioli, il campionato di F1 2021 volge al termine, solo 2 le gare mancanti.
Mancava da anni la sfida serrata per il titolo mondiale; Max Verstappen un ragazzino che ha avuto la sua prima esperienza in Formula 1 a soli 17 anni, adesso 24enne, si presenta al cospetto del “Re nero”, il 7 volte campione del mondo Sir. Lewis Hamilton; record condiviso al fianco di un certo Micheal Schumacher, nome pesantissimo in questo sport.

Sono questi i profili dei due piloti straordinari che sono riusciti a staccarsi dall’intero gruppo, seminando anche i compagni di scuderia, Perez e Bottas. A soli due appuntamenti dal termine del campionato, si presentano così:
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Accesissima di conseguenza, la sfida fra i Team RedBull Racing e Mercedes; quest’ultimi imbattuti da quando in Formula 1 è iniziata l’era ibrida.
In quest’ambito non sono mancate le strategie e le lotte al limite anche fra i due Team Principal: Toto Wolff e Christian Horner, che non le mandano di certo a dire, più volte richiamati a colloquio con i commissari tecnici, assieme ai rispettivi piloti per motivi diversi.
Non sono mancate infatti le penalità in regime di gara finita, oltre alle volte in cui i due piloti sono stati sorpresi in episodi di lotte troppo aggressive durante vari Gran Premi, che è costato loro anche qualche DNF (do not qualified, non classificato) di troppo.
Clamoroso il caso dello scorso weekend di gara in Brasile, dove la RedBull insinuava un irregolarità nell’ala posteriore della Mercedes, richiedendo un controllo da parte della FIA; multato poi Verstappen prima dell’inizio della gara per essere stato sorpreso da un video di un tifoso dove era ritratto a toccare ed analizzare il “pezzo sospetto” della Mercedes alla fine delle qualifiche.
In gara poi non c’è stata tregua, vince Hamilton sì, ma non dopo una difesa al limite, se non oltre da parte di Max; giudicato dapprima regolare dai commissari, revisionato in seguito dopo esplicita richiesta Mercedes, dichiaratasi in possesso di telemetrie sconosciute al momento della decisione; un giorno dopo il ricorso viene respinto, favorendo un regime di “let them race” (facciamoli correre).
Non pochi piloti sono rimasti sorpresi, uno fra i tanti, il Ferrarista Charles Leclerc, dichiarando con durezza che come pilota cerca sempre di spingere al massimo, entro e non oltre il limite consentito per non incorrere in penalità; ma che dopo quest’episodio, cambierà totalmente stile di guida, preferendo essere ancora più aggressivo di quanto il
pilota monegasco non abbia già mostrato agli appassionati.
A concludere il quadro del sanguinoso duello, le dichiarazioni di Toto Wolff: “Chi arriva davanti in campionato prima dell’ultima gara, cercherà di mettere fuori dai giochi il rivale, forse anche a costo di sacrificare la propria prestazione.” Potrebbe proporsi uno scenario già visto in Italia quest’anno, con l’unica differenza che allora non c’era nessun interesse fra i due di trovare il contatto.
Ne vedremo delle belle, prima di un 2022 che si prospetta ancora migliore, a seguito del cambio dei regolamenti, tutti i team saranno costretti a partire da zero. Nulla è scontato.

di Andrea Passero

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