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Serie A, 6a giornata: Napoli e Milan raggiungono la vetta

Angelo Velardi 13/09/2022
Updated 2022/09/13 at 3:24 PM
8 Minuti per la lettura

Giornata “cattiva” a vedere i referti degli arbitri: ben 7 cartellini rossi in questo sesto turno di Serie A. Napoli e Milan vincono e raggiungono l’Atalanta in vetta alla classifica. Sorprende ancora l’Udinese che vince anche fuori casa col Sassuolo e si mette a -1 dal trio in coabitazione al primo posto. La Juventus fermata da un’ottima Salernitana in una partita piena di polemiche, l’Inter di misura contro un ostico Torino. Lazio e Roma vincono e convincono, continua a deludere la Fiorentina.

Passo falso dell’Atalanta, la “maglia rosa” della Serie A ora è da dividere con Milan e Napoli

“La testa della classifica è come la maglia rosa: non sai se vincerai il Giro d’Italia, ma non è che la indossino in tanti, solo 5-6 a edizione”. Aveva parlato così Gian Piero Gasperini della partenza sprint dell’Atalanta, ma il passo falso con la Cremonese lo costringe a condividere il primato della Serie A con Milan e Napoli. Passo falso non tanto per il pareggio che, seppur arrivato contro una squadra che ha obiettivi molto diversi dalla Dea, nel corso di una stagione ci può stare. Ciò che ha convinto poco è la lettura della partita, le rotazioni un po’ confusionarie che hanno lasciato spazio alla convinzione e alla determinazione degli uomini di Alvini, capaci di acciuffare il pareggio con Valeri, in risposta al vantaggio di Demiral.

Segnali opposti arrivano da Napoli e Milan. Gli azzurri hanno aperto il turno contro un arcigno Spezia. Partita bloccata, spinosa, di quelle che si avviano alla conclusione con l’amaro in bocca, ma all’89esimo Jack Raspadori fa esplodere il Maradona e regala i tre punti e la vetta al Napoli. Sabato sera anche i tifosi del Milan hanno vissuto la partita con il timore di una battuta d’arresto. La Sampdoria ha fatto paura, si è ritrovata in superiorità numerica per quasi tutto il secondo tempo per l’espulsione di Leao. Ci ha pensato il solito Giroud a risolverla da calcio di rigore, dopo che Djuricic aveva risposto a Messias.

Roma, Inter e Lazio tengono il passo, la Juventus no

Tengono il passo Roma, Inter e Lazio. I giallorossi chiudono il turno nel Monday night, battendo 2 a 1 l’Empoli, in un episodio del Dybala show: gol da fuori area e assist al bacio per Abraham. I nerazzurri di Inzaghi, invece, vincono, ma non convincono: zampata di Brozovic su magia di Barella, ma prestazione tutt’altro che altisonante. Vero anche che di fronte c’era il Torino di Juric – squadra mai banale da affrontare – ma con una rosa del genere si può e si deve fare di più. Chiude questo trio la Lazio che vince in casa contro il Verona per 2 a 0 con il solito Immobile ed la perla di un ritrovato Luis Alberto.

Perde terreno, invece, la Juventus bloccata sul 2 a 2 da un’ottima Salernitanta. Finale denso di polemiche per un gol annullato a Milik allo scadere per una presunta posizione di fuorigioco di Bonucci su cui si dibatterà ancora a lungo. Resta il fatto che i bianconeri, oltre ogni recriminazione, devono fare i conti con un gioco quasi del tutto inesistente e con un approccio alle gare decisamente rivedibile.

Chi insidia le “sette sorelle”?

No, non abbiamo dimenticato l’Udinese nella prima sezione di questa analisi della sesta giornata di Serie A. I friulani sono ad un solo punto da Atalanta, Napoli e Milan, con una media di 2,17 punti a partita, non di certo consuetudine degli ultimi anni bianconeri. C’è entusiasmo, ci sono le geometrie, c’è un gioco corale e ci sono tante belle individualità. C’è tutto, ma ci sembra un po’ prematuro inserirla tra le pretendenti al titolo. Chissà che non possa insidiare il gruppone d’elite per un posto in Europa. Per ora gli uomini di Sottil hanno archiviato anche la pratica Sassuolo in rimonta con doppietta di Beto (da subentrante) e gol di Samardzic. Al Sassuolo non basta il gol di Frattesi né la seconda buona prestazione del nuovo acquisto Laurientè. C’è ancora tanto da fare per amalgamare una squadra con tante novità e con Berardi ancora ai box.

Nonostante la sconfitta di misura con l’Inter, si porta a casa un’altra prestazione importante il Torino di Juric, ma ormai anche di Vlasic, vero e proprio faro della manovra granata. All’aggressività e alla determinazione proverbiali delle squadre del croato, quest’anno si è alzato il livello qualitativo, grazie proprio ai nuovi acquisti sulla trequarti.

Continua il momento no, invece, della Fiorentina di Vincenzo Italiano. Contro il Bologna i Viola vanno in vantaggio con Martinez Quarta. Vantaggio che dura solo 5 minuti e che è seguito da un black out incredibile: Barrow la pareggia e il solito Arnautovic la chiude! Ancora a secco l’attacco, ancora insufficiente la prova complessiva. A questo si va ad aggiungere l’infortunio a Dodò che, insieme a Milenkovic, mette il 50% della difesa titolare fermo in infermeria.

In cerca di tranquillità: il gruppone di chi vuole mantenere la Serie A

Ci sono ancora tante squadre candidate a vivere un campionato da protagonisti nella lotta per non retrocedere dalla Serie A. Probabilmente le giornate che precedono la sosta per i Mondiali ci diranno chi se ne tirerà fuori per un campionato più tranquillo e chi invece dovrà lottare fino alla fine.

Tra quelle che hanno tutte le carte in regola per restare in Serie A in maniera molto più serena dell’anno scorso è la Salernitana. Mercato importante e mirato, allenatore intelligente, preparato e determinato e prestazioni convincenti. Gli ingredienti ci sono tutti per l’uscita di scena dalla sanguinosa lotta salvezza e il 2 a 2 allo Stadium di Torino ne è ulteriore prova. Dopo i soli 3 punti in 5 partite, trova la prima vittoria in campionato il Bologna, contro una brutta Fiorentina. Ancora Arnautovic sugli scudi, in attesa del nuovo allenatore Thiago Motta, dopo l’esonero di Sinisa Mihajlovic.

Perdono Verona, Spezia ed Empoli contro Lazio, Napoli e Roma, perde la Sampdoria contro il Milan, mentre dà un seguito alla buona prestazione contro il Sassuolo la Cremonese di Alvini che ferma sull’1 a 1 l’Atalanta capolista.

Trova il primo punto in campionato il Monza sul campo del Lecce, in uno scontro diretto in cui il protagonista in negativo è senz’altro il Var. Alla bellissima punizione di Stefano Sensi ha risposto Joan Gonzalez nella ripresa, ma al Lecce sono stati, poi, negati due rigori nettissimi. Come mai la sala Var non sia intervenuta resta un mistero. Intanto, soprattutto per la zona salvezza, match come questi sono fondamentali e i punti in queste sfide valgono il doppio.

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