Serie A prima giornata

Serie A, 18a giornata: il Napoli dà un segnale al campionato

Angelo Velardi 18/01/2023
Updated 2023/01/18 at 3:45 PM
7 Minuti per la lettura

Il big match di Seria A in un venerdì 13 che sa di sfortuna forse in altre parti del mondo, ma non a Napoli. A Napoli questo 13 gennaio 2023 potrebbe essere ricordato negli annali come una delle date più belle della sua storia calcistica. 5 a 1 alla Juventus in uno scontro tra filosofie, tra prima e seconda della classe, in un momento cruciale per il cammino del campionato. Cosa chiedere di più? Intanto, l’Inter vince di misura, il Milan viene fermato dal Lecce.

Il Napoli stravince lo scontro diretto, l’Inter di misura sul Verona, il Milan fermato dal Lecce

Un Napoli mozzafiato quello che apre il diciottesimo turno di Serie A. Juventus dominata in lungo e in largo, demolita con una manita storica che ha lasciato senza fiato la difesa dei bianconeri.
Approccio determinato, coraggioso, ma soprattutto consapevole, mai incosciente. Squadra messa bene in campo, ma soprattutto desiderosa di regalare una prestazione memorabile. Di fronte una solidità (almeno nei numeri) che si sgretola sotto ai colpi di Osimhen, Kvara & co. Azzurri a +10, difesa della Juve con un improvviso -5 (dopo aver subito appena 7 gol nelle precedenti 17 gare) e distanze consolidate non solo nella quantità di punti, ma soprattutto a livello mentale.

Un 5 a 1 che non è segnale solo per gli uomini di Allegri, ma anche per le altre inseguitrici. Il Milan va in doppio svantaggio contro un ottimo Lecce – ormai tutt’altro che una sorpresa – e la riacciuffa con la forza della disperazione e con un po’ di fortuna. L’Inter vince di misura contro un buon Verona, capace anche di chiudere i nerazzurri nella propria area in alcuni momenti, ma forse incapace di organizzarsi per fare davvero male.

Il Napoli viaggia a velocità diverse dal resto, ma la strada è ancora lunga.

Lazio, Atalanta e Roma: 3 punti e conferme per restare nel gruppo dell’Europa

Torna alla vittoria la Lazio, nel nome dei suoi esterni Zaccagni e Felipe Anderson. Torna alla vittoria con una prestazione convincente, nonostante l’infortunio di Immobile, ma anche con qualche brivido dovuto ad un minimo vantaggio portato avanti fino ai minuti di recupero, quando il gol del brasiliano ha messo fine alle preoccupazioni dei biancocelesti.

Dopo un periodo non brillante, torna a splendere l’Atalanta con un sonoro 8 a 2 ai danni della Salernitana e con una copertina da dedicare a Lookman e Hojlund, capaci veramente di cambiare pelle a questa squadra e di far intravedere un futuro molto roseo. Un punteggio così importante, una prestazione così convincente, prima dello scontro con la Juventus, reduce dalla mazzata di Napoli, è veramente un buon punto di partenza.

Continuità di rendimento anche per la Roma di Mourinho, vittoriosa per 2 a 0 sulla Fiorentina, grazie all’asse Dybala (doppietta)-Abraham, nelle insolite vesti di assistman.

Udinese ancora lontana parente del campionato pre-mondiale, Torino e Fiorentina deludono

La partita si era messa anche sui giusti binari con ben due gol di Beto, di cui uno annullato, ma l’Udinese delude ancora, confermando un andamento negativo dopo una partenza di campionato memorabile, con una sconfitta in rimonta per 2 a 1 contro un Bologna “spuntato”.

Perde il Torino, non riuscendo a dar seguito alla prestazione di Coppa Italia, col passaggio del turno ottenuto contro un Milan in superiorità numerica per 50 minuti. Perde anche la Fiorentina sul campo della Roma.

Ambizione metà classifica: Empoli, Bologna, Monza, Lecce, Spezia… e Sassuolo?

Nei vari momenti della stagione le squadre possono essere inserite in diverse categorie di ambizione non solo per i punti, ma per il rendimento di gioco e la crescita che si porta in campo. Nel gruppo di quelle che ambiscono ad una salvezza tranquilla c’è senza dubbio l’Empoli di Zanetti, che porta a casa i 3 punti in una gara dal finale contestatissimo contro la Sampdoria. Merita di essere in questo gruppo anche il Bologna di Thiago Motta, autore del ribaltone contro l’Udinese, con un Sansone sugli scudi, nonostante in questi anni non sia stato sempre chiamato a fare il protagonista.

Il Monza di Palladino continua a racimolare punti fondamentali per la salvezza. Da quando c’è Palladino la musica è nettamente cambiata e lo scontro diretto vinto contro la Cremonese tiene lontane le sabbie mobili della lotta salvezza. Il Lecce gioca un calcio fresco, bello, come già detto in altre occasioni. Che sia Sampdoria, Cremonese o Milan, l’idea di calcio non cambia, non si snatura. Allenatori come Barone fanno bene alla nostra Serie A.

Nel silenzio e forse meno sotto i riflettori delle altre, anche lo Spezia sta facendo un percorso importante. Gotti ha recuperato Nzola, attaccante che palesemente potrebbe lottare per qualcosa in più della salvezza, e la vittoria col Torino è l’ennesima dimostrazione di un’organizzazione di gioco mai banale e scontata.

E il Sassuolo? Forse non tutti sarebbero stati d’accordo sul metterla tra le contendenti per l’Europa, ma di certo non ci si aspettava che in 18 partite accumulasse appena 16 punti. Il vortice in cui sembra essere incappato è davvero pericoloso. Risultati negativi portano mentalità negativa e trovarsi alle ultime giornate a lottare con una rediviva di quelle che ormai sembrano destinate alla B è qualcosa che sembra sempre più probabile.

Destino già scritto per le ultime tre?

La Salernitana dimostra quanto duri poco la riconoscenza nel calcio: dopo il miracolo dello scorso campionato, esonerato Davide Nicola. E ora? Qual è il vero obiettivo della Salernitana? Si salverà tranquillamente, o si avvia ad una lotta all’ultimo sangue dopo questo pesante 8 a 2?

Perde ancora la Cremonese, che esonera Alvini e accoglie Ballardini, perde ancora la Sampdoria. Perde anche il Verona, anche se in una partita più complicata contro l’Inter.
Destino già scritto per le ultime tre della classe?

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