Sergio Endrigo e l’ufficiale di stato civile

Sergio Endrigo

Dedicato all’ufficiale Maurilio Marchetti sicuramente di stato civile

 

Ci sono degli ufficiali senza stellette e senza uniformi che non combattono guerre epocali, le loro sono battaglie quotidiane. Niente desert storm, crisi mediorientale, conflitto ucraino, ma solo nascite, morti, matrimoni, famiglie e residenze. Sono Ufficiali di Anagrafe ma delle volte per darsi un tono affermano di essere anche Ufficiali di Stato Civile insinuando il dubbio sul tuo “grado di civiltà”.

Lo dicono: «Sono anche ufficiale di stato civile!», guardandoti da seduto e prima di invitarti a sedere, te lo dicono in faccia con gli occhialetti appoggiati sulla punta del naso e gli occhi che fanno il pallonetto sui tuoi.

Non si percepisce ma cè anche un “…ntzè ntzè..” a dire «che pensavi che entrando in questo misero ufficio, pieno di faldoni di carta accumulati su scale e scrivanie o a fare da fermoporta, di penne bic senza tappo (il tappo non ha resistito ad i morsi), di computers con schermi impolverati che mostrano i dubbi della mosca avresti trovato “un addetto al nulla” io sono l’ufficiale di stato civile! ntzè ntzè… (si questa volta si è proprio sentito)». Si ma veniamo al dunque.

«Allora Egr. dott. Luciani, si accomodi non stia in piedi».

«Grazie, scusi sposto questa pila di certificati elettorali. Dove la posso appoggiare?»

«L’appoggi dove vuole, ma la può anche prendere come un gadget del nostro ufficio. Si porta i certificati elettorali a casa e ne fa omaggio a parenti, amici e conoscenti ricordando che (e qui gonfia il petto trattenendo il fiato) la democrazia è una conquista che va onorata con il voto. E non si dica che il Comune non fac promotion. Glielo dica a Renzi, Lei glielo dica».

«Ma Renzi… Renzi?».

«Si, Renzi Renzi! Quello là!».

«Ma guardi io a Renzi non lo incontro… cioè non lo conosco…».

«Adesso nessuno lo conosce. Nessuno!» tra linfastidito e larrabbiato. «Lei glielo dica e cerchi di incontrarlo».

«Io lo dovrei incontrare? Ma guardi questa discussione è surreale».

«Caro cittadino, questa discussione è surrenale. Promotion, Spending review, Jobs Act, email, mission, trend, ticket, twitter, pec, puc, digital divide… glielo dica a nome di tutti gli ufficiali di Stato Civile d’Italia». Dopo questo sfogo, il nostro “ufficiale” si ricompone. Accomoda il ciuffo caduto sulla fronte di lato, sembra unaltra persona.

«Quindi, le dicevo. In merito alla sua istanza di cui alla segnatura di protocollo generale n. 66765/2017, pervenutami in data 15 c.m. (corrente mese), di cui ho avuto l’assegnazione della responsabilità procedimentale perché – e qui si riaccende il volto in un colore viola – il collega dell’ufficio di fronte non sa fare e non vuole fare un ca… Mi scusi. – si ricompone di nuovo – In merito alla sua istanza posso attestare, senza dubbio alcuno, dopo aver visto gli atti d’ufficio e tenuto conto delle risultanze istruttorie, chiare ed univoche, che Sergio Endrigo è esistito, risultando essere nato a Pola il 15 giugno 1933 e deceduto a Roma il 7 giugno 2005. E per i poteri certificativi conferitemi posso attestare che la poesia esiste». Un colpo di tosse forzato. Quasi teatrale. Come quando il primo attore si spazientisce perché il suggeritore non gli porge la battuta. Ed ecco che arriva limpiegata di categoria C tale “Francesca Alcidi” insieme ad altri impiegati, senza distinzione di categoria A, B, C o D. Tutti con la targhetta sul petto, quasi una medaglia, con foto e nome. Il dott. Rocco Noviello mi guarda e capendo la mia inquietudine mi rassicura: «Stia tranquillo. Sono tutti ufficiali».

Mi viene spontaneo chiedere «Di stato civile?». Bonariamente mi guarda e conferma «Di stato civile, d’anagrafe, elettorale, statistica, leva. Ufficiali come li vuole noi li abbiamo. Non ci facciamo mancare niente. Questo è un comune che ha un vasto assortimento».

La Alcidi prende il foglio pergamenato da una cartellina e lo porge al dott. Noviello che a questo punto avevo capito essere il capo degli ufficiali di stato civile, per la precisione un impiegato di categoria D Super e senza additivi. Mi alzo. Ero lunico seduto. Provavo imbarazzo. Si raschia la voce e leggendo “proclama”: «Rivisti gli atti in merito alla esistenza in vita, aperta e chiusa, di Sergio Endrigo nato etcetera etcetera e morto etcetera etcetera e all’esistenza stessa della poesia etcetera etcetera Attesto. No Francesca è sbagliato facciamo una errata corrige. È attestiamo! non attesto». Francesca bisbiglia ma è daccordo. Gli altri non bisbigliano ma sono daccordo lo stesso.

Allora (e tutti in coro) ATTESTIAMO quanto segue:
C’è gente che ha avuto mille cose,
tutto il bene, tutto il male del mondo.
Io ho avuto solo te
e non ti perderò,
non ti lascerò
per cercare nuove avventure.
C’è gente che ama mille cose
e si perde per le strade del mondo.
Io che amo solo te,
io mi fermerò
e ti regalerò
quel che resta
della mia gioventù.
Io ho avuto solo te
e non ti perderò,
non ti lascerò
per cercare nuove illusioni.
C’è gente che ama mille cose
e si perde per le strade del mondo.
Io che amo solo te,
io mi fermerò
e ti regalerò
quel che resta
della mia gioventù.

Oggettivamente? La burocrazia funziona e lo dico oggettivamente.

 

 

di Vincenzo Russo Traetto

Tratto da Informare n° 175 Novembre 2017