Abbiamo incontrato in esclusiva Dario Sansone nel corso della rassegna Crazy Horse Music Fest, evento che si ripete ogni anno nel popolare locale di Pinetamare.

Alla fine era lui il “secret guest” in calendario nel cartellone di concerti della rassegna Crazy Horse Music Fest: Dario Sansone, frontman dei Foja, accompagnato dal maestro Arcangelo Michele Caso al violoncello.

Una serata di grande spessore musicale, riservata ai fortunati che sono accorsi al Crazy Horse ieri sera. Dario ha intrattenuto il pubblico con il repertorio dei Foja, in un mix tra vecchi cavalli di battaglia come “‘O sciore e ‘o viento” e singoli dell’ultimo album “’O treno che va” che hanno fatto da colonna sonora all’ultimo film di Stefano Incerti, “La Parrucchiera”.

Dario, il mese scorso avete pubblicato sui vostri canali social una foto in sala registrazioni con un hashtag che fa presagire l’arrivo di un nuovo album dopo il successo di ‘O treno che va, che tempi vi date?

Diciamo che non abbiamo fretta, vogliamo fare le cose fatte bene. Sicuramente non uscirà quest’anno, anche perché in mezzo abbiamo altri progetti che stiamo portando avanti, come il tour di un mese in Canada che faremo a ottobre.

In questo nuovo lavoro c’è un cambiamento artistico dei Foja, una ricerca di sonorità nuove?

Chiaramente ogni disco è un viaggio a sé, personalmente a me non piace ripresentare sempre lo stesso sound nei pezzi che vado via via a comporre. Il lavoro che stiamo facendo ora è proprio di ricerca sonora, visto che molti brani sono stati già scritti nei testi. Sicuramente la sfida sarà proporre qualcosa di nuovo senza perdere però l’essenza di ciò che sono e rappresentano i Foja.

Ormai da tempo la vostra musica ha varcato i confini della Campania e vi state esibendo sempre di più all’estero oltre che in nord Italia, possiamo dire quindi che i Foja stanno iniziando ad essere un po’ gli ambasciatori della buona musica napoletana?

Diciamo che si è sempre gli ambasciatori delle proprie radici, specialmente per un napoletano che sente una sorta di senso di responsabilità più alto, per la tradizione, per la cultura, per la nobiltà d’animo che rappresenta il luogo dal quale provieni. Il nostro lavoro sicuramente è portare fuori ciò che di buono c’è qui.

Dopo Claudio Gnut, Tommaso Primo, Daniele Sepe e tanti altri, c’è qualche altra collaborazione musicale che bolle in pentola?

A noi dei Foja è sempre piaciuto mischiare le nostre sonorità con quelle di altri artisti, che spesso abbiamo accolto con noi sui nostri palchi. Ultimamente ci stiamo vedendo con i ragazzi de “La Terza Classe” per un esperimento musicale da fare insieme.

di Raffaele Ausiello

Print Friendly, PDF & Email