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Separazione: anche il marito ha diritto al mantenimento dello stesso tenore di vita

Davide Daverio 20/12/2022
Updated 2022/12/19 at 11:10 PM
2 Minuti per la lettura

È opinione comune che al termine di un giudizio di separazione, ad uscirne sconfitto sia sempre il marito, il quale dovrà pagare il mantenimento alla ex moglie. Ma le cose non stanno proprio così.

Separazione: il caso preso in esame dalla Cassazione

Il caso prende le mosse dalla richiesta di riduzione dell’assegno di mantenimento che la ex moglie elargiva al marito a seguito di separazione. Il marito era beneficiario di un assegno di mantenimento perché, a partire dal 2007, aveva dovuto abbandonare il proprio lavoro per dedicarsi al figlio ed alla casa. Quindi, a mantenerlo era la moglie, la quale beneficiava di ingenti redditi propri e familiari.

Nell’ottica della nuova natura assistenziale e perequativo-compensativa dell’assegno, la Corte di Cassazione ha più volte ribadito che “quando ognuno degli ex coniugi sia in grado di mantenersi autonomamente, l’assegno va riconosciuto in favore di quello economicamente più debole in una funzione equilibratrice volta a consentirgli il raggiungimento di un livello reddituale adeguato al contributo fornito alla vita familiare, dovendosi tener conto, in particolare, se, per realizzare i bisogni della famiglia, questi, anche in ragione dell’età raggiunta e della durata del matrimonio, abbia rinunciato o sacrificato le proprie personali aspirazioni e aspettative professionali”.

Seguendo la scia dei precedenti provvedimenti, la Suprema Corte (sent. 26890/2022), tenendo conto del fatto che il marito, a partire dal 2007 aveva dovuto lasciare la propria attività autonoma per dedicarsi alla cura del figlio invalido e della casa coniugale, e preso atto che dopo la separazione, non godendo di alcun reddito aveva subito un peggioramento delle proprie condizioni di vita, rigettava la richiesta di riduzione dell’assegno avanzata dall’ex moglie. Secondo la Cassazione, infatti, al coniuge beneficiario dell’assegno bisogna consentire un reddito adeguato che gli permetta di conservare lo stesso tenore di vita goduto durante il matrimonio.

Ed allora, possiamo dire che in questo caso, l’opinione comune di cui discorrevamo all’inizio, è stata palesemente smentita.

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