Senza soldi non si vive: l’UE deve vietare gli stage non pagati

Martina Amante 05/01/2024
Updated 2024/01/05 at 6:49 AM
3 Minuti per la lettura

La Commissione Europea dovrebbe presentare quest’anno una proposta di legge che vieta a tutti i Paesi membri dell’Unione gli stage gratuiti. Quella degli stage gratuiti è una prassi ancora molto diffusa che ai giovani costa cara.

Secondo i calcoli di una ricerca dell’European Youth Forum, The Costs of Unpaid Internships, uno stage non pagato costa oltre 1.000 euro al mese ai giovani. In 11 Paesi dell’Ue questa cifra era ancora più alta. In Italia ad esempio la perdita è di 1.067 euro al mese, in Francia di 1.263 euro, in Belgio di circa 1.300 e in Lussemburgo può arrivare a superare i 1.800 euro al mese. Il costo mensile degli stage non retribuiti è stato calcolato tenendo conto delle spese minime che deve sostenere un giovane con un budget limitato, ovvero quello che i ricercatori hanno definito «Ramen Noodles budget»: il salario minimo per comprarsi dei miseri spaghetti istantanei.

Differenza tra stage extracurricolari e curricolari

La proposta degli eurodeputati tiene conto di due diverse tipologie di stage. Quelli che si svolgono dopo aver concluso il percorso di studi e quelli curricolari. Nel primo caso, i tirocinanti dovranno ricevere uno stipendio in linea con quanto previsto dalla direttiva Ue sul salario minimo. A loro, dovrà essere, inoltre, garantito l’accesso alla protezione sociale e a diritti pensionistici. Nel secondo caso, invece, gli stagisti verranno rimborsati dei costi sostenuti per svolgere l’attività lavorativa (vitto, alloggio, trasporti, per fare un esempio). Ora la palla passa nel campo della Commissione, che proverà a presentare la bozza – scrive il quotidiano britannico – prima delle Europee del 6-9 giugno. 

Incentivi agli imprenditori

La proposta prevede anche degli incentivi per gli imprenditori che propongono stage retribuiti e di qualità. In modo da combattere la concorrenza sleale di chi sfrutta personale non pagato e da contenere, almeno in parte, fenomeni come la cosiddetta “fuga dei cervelli”. Altre richieste dell’Eurocamera sono quella di rendere i tirocini maggiormente accessibili alle persone con disabilità e provenienti da contesti vulnerabili.

Il datore di lavoro dovrà sottoscrivere un accordo di tirocinio con lo stagista che preveda un sistema di obiettivi condivisi, valutazione e feedback del lavoro svolto. Il tirocinio dovrà avere una durata minima di un mese e una massima di sei mesi. Sono infine concessi rinnovi solo entro certi limiti. Così da impedire che i giovani passino da uno stage all’altro per anni senza reali prospettive di impiego.

Secondo l’eurodeputata dei Verdi Rosa D’Amato, «il lavoro va pagato, sempre». E ha aggiunto: «La scusa dello stage gratuito per ‘fare esperienza’ è solo un modo per nascondere lo sfruttamento ed è una forma di ingiustizia per tutti quei giovani che non hanno una famiglia alle spalle che possa sostenerli economicamente».

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