Sense8 è la serie che abbatte i pregiudizi

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Diversità, libertà, amore, umanità, identità. Questi sono solo alcuni dei grandi temi trattati da una delle mie serie tv preferite in assoluto: Sense8.

Produzione firmata The Wachowski, produttrici di Matrix, Sense8 narra la storia di 8 sconosciuti che si ritrovano improvvisamente legati da una connessione telepatica, appartenenti a diverse etnie, religioni e orientamenti sessuali. Nell’andare avanti con la trama principale, notiamo dei percorsi di crescita individuali per ogni personaggio, che poi rispecchiano tutto il gruppo. La trama inizialmente sembra lenta, ma dopo qualche puntata inizia ad arricchirsi di tratti etici e morali come la malattia, il razzismo, la criminalità e più di tutti l’LGBTQ+. Di certo non sono argomenti nuovi ma il modo in cui vengono trattati e la sensibilità che trasmettono è impressionante, forse proprio grazie alle registe transgender.

La trama non è per niente banale, anzi attira lo spettatore e lo fa immergere nello spessore e nella psicologia dei personaggi. Un lato che rende ancora più vera la storia è l’assenza di green screen. Infatti tutte le scene sono state girate in otto paesi diversi, come le otto etnie dei personaggi, precisamente: Chicago, Mumbai, Nairobi, Londra, Berlino, Seul, Città del Messico e San Francisco. Nella stagione finale si toccheranno anche città nuove come Napoli e Positano, un motivo in più per guardare questa serie.

La prima volta che vidi questa serie la divorai, innamorandomene completamente. Gli attori sono eccezionali, sembrano vivere davvero le vicende narrate e trasmettono emozioni forti solo con semplici espressioni del viso. Una cosa che ho apprezzato molto sono i monologhi. Il mio preferito è quello sulla percezione e ricerca della propria identità, che riporta questa frase: “Immagino di essere esattamente uguale a te. Né meglio né peggio. Non c’è nessuno che sia stato o mai sarà esattamente uguale a te o a me”. Non sempre ciò in cui noi ci identifichiamo risulta essere uguale a come gli altri ci identificano, ed è proprio questo il fulcro del monologo. Chi siamo noi?

Non ci sono davvero molte parole per esprimere ciò che la storia riesce a trasmettere, in grado di abbattere i pregiudizi riguardanti etnia, sessualità e qualsiasi altra cosa. Sense8 è tanto. È amore, lotte per sé stessi, guerra e pace allo stesso tempo. Sense8 sono io e sei anche tu.

di Iolanda Caserta

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