Sei personaggi in cerca d’autore e mille maschere

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“Il dramma è la ragione d’essere personaggio; è la sua funzione vitale: necessaria per esistere”

Così, il drammaturgo e scrittore siciliano Luigi Pirandello apre la Prefazione a “Sei personaggi in cerca d’autore“, senza dubbio il suo dramma teatrale di maggiore rilevanza. Appartenente al secondo periodo della sua produzione, quest’opera, come “Ciascuno a modo suo” e “Questa sera si recita a soggetto”, si avvale del coinvolgimento degli spettatori. Pirandello volle definire il suo un teatro dello specchio. Lo scopo è mettere in scena la vita nuda che si cela sotto le maschere, piena di verità ed amarezze, affinché lo spettatore possa rispecchiarsi in essa per poi migliorarsi.

Quando il pubblico entra in teatro per assistere alla rappresentazione di Sei personaggi in cerca d’autore, ad attenderlo non c’è il comune sipario che divide il palcoscenico dalla platea. Infatti, proprio su quel palcoscenico, una compagnia di attori sta provando la commedia “Il giuoco delle parti” e il Capocomico ha le spalle rivolte al pubblico. A quel punto, sei personaggi irrompono sulla scena e non dalle quinte, bensì dalla sala stessa. Non si tratta di attori ma di personaggi, nati vivi dalla fantasia di un autore che ha poi deciso di non scrivere la loro storia. Pertanto, i sei cercano una compagnia che rappresenti il loro dramma.

Così, gli attori si trasformano anch’essi in spettatori mentre ognuno dei personaggi racconta la vicenda.

Tuttavia, il racconto interferisce con l’interpretazione diversa che ogni personaggio ha di quei fatti. Proprio per questo motivo gli attori non riescono a interpretare l’articolato dramma.

Quindi i temi centrali dell’opera sono il rapporto tra finzione e realtà, l’incomunicabilità dell’uomo e il conflitto tra vita e forma.
L’incomunicabilità trae origine dal fatto che ciascun personaggio porta dentro di sé un proprio mondo di cose, le quali assumono un senso e un valore diverso per chi le ascolta. Proprio per questo motivo gli attori non possono interpretare il dramma dei personaggi: tradirebbero la loro realtà. Per di più, sempre a causa dello stesso motivo, non esiste nessuna comunicazione e comprensione nemmeno tra i personaggi stessi.

Queste incomprensioni, segnano anche il contrasto tra vita e teatro, in quanto la complessità della vita non può essere rappresentata nelle formule del teatro.

Il pensiero pirandelliano si forma sul rapporto fra Vita e Forma. Applicando questo pensiero a Sei personaggi in cerca d’autore, noteremo che i personaggi rappresentano la vita nella sua dinamicità, mentre gli attori la forma che rende la vita falsa. Difatti, quando l’uomo si fissa in una forma, decide di accettare i suoi schemi ben definiti, per pigrizia o convenienza, anche quando contrastano con la sua vera natura. A volte però capita che la nostra anima istintiva esploda violentemente facendo saltare i freni e lasciando il via libera ai nostri desideri repressi. Anche in questo caso, l’uomo non ha motivo di rallegrarsi, in quanto una volta usciti dalla vecchia forma, il senso di libertà è breve perché il nuovo modo di vivere ci imprigiona in un’altra forma.

Sei personaggi in cerca d’autore è la vera testimonianza della rivoluzione del teatro pirandelliano.

Questo tipo di teatro non è di solo intrattenimento, va infatti oltre l’apparenza e riesce a far riflettere gli spettatori sulla realtà. Essi non sono soltanto il pubblico in platea, bensì giocano una parte attiva all’interno della commedia, riescono a riflettere e a capire il significato di ciò che viene mostrato sul palcoscenico.

di Iolanda Caserta

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