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Seggi elettorali deserti: disinteresse o arrendevolezza?

Valeria Marchese 05/10/2021
Updated 2021/10/05 at 4:50 PM
3 Minuti per la lettura

Il 3 e il 4 Ottobre 1.553 centri sono stati chiamati al voto per le elezioni comunali di Napoli, svoltesi anche in alcune città campane che negli ultimi due mesi si sono viste protagoniste di propositive campagne elettorali, con una partecipazione molto attiva da parte dei cittadini, facendo nascere animate polemiche in merito alla questione del distanziamento.

I dati dell’affluenza alle urne, però, non sono stati altrettanto incoraggianti: Ansa.it ci comunica infatti che queste elezioni comunali detengono un record negativo non trascurabile, considerando che circa un elettore su due non si è recato ai seggi.

In cifre questo può essere tradotto con una percentuale del 54.54% che ha esercitato il proprio diritto al voto. Napoli in particolar modo detiene un record ancora più negativo: solo il 47,19% dei votanti si è recato alle urne, marcando un’importante differenza con i numeri delle elezioni di cinque anni fa, dove invece gli elettori avevano raggiunto la percentuale del 54,12%. Nel 2006 addirittura, l’affluenza fu del 66,64% dei cittadini.

I dati dunque fanno emergere una notevole decrescita dell’interesse politico e della partecipazione, a causa di fattori variabili.

Possiamo constatare, infatti, come i giovani in generale si siano recati con meno affluenza ai seggi rispetto agli adulti, segno forse della necessità di una riforma sull’educazione politica nelle scuole e nelle università. C’è da tenere in considerazione anche il fattore dell’influenza che gli adulti esercitano su di essi: non a caso infatti, questa fascia d’età è quella che più avverte il senso di sfiducia nei confronti delle istituzioni e proprio a causa di essa ha deciso di non recarsi alle urne.

Secondo una statistica condotta per l’Agenda 2030, i Paesi che hanno minor fiducia nelle istituzioni sono quelli in cui è più alta la corruzione, la disinformazione e la mancata partecipazione politica.

Soprattutto al Sud, infatti, molte campagne elettorali sono alimentate da promesse che spesso non riescono ad essere portate a termine, sia per il perseguimento di interessi personali, sia per infiltrazioni di associazioni nell’ambito comunale e politico. In alcune città limitrofe a Napoli non è stato raro vedere rappresentanti di clan fuori ai seggi che destavano i cittadini dall’esercizio del proprio diritto.

Ci troviamo dinanzi ad una forte crisi che prima ancora di essere economica ed ambientale, di cui si sente parlare molto negli ultimi giorni, è soprattutto sociale: un paese che non ha fiducia nei propri rappresentati e nelle proprie istituzioni si vedrà sempre sopraffatto dalla corruzione e dall’illegalità.

di Valeria Marchese

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