Se è emergenza, che emergenza sia!

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La calura incombe e mentre pensiamo alle ambite vacanze estive si va ahinoi sempre più prefigurando la “solita emergenza rifiuti”, dovuta, sembra, alla temporanea riduzione della capacità ricettiva dell’inceneritore di Acerra.

Nei nostri ricordi sono ancora limpidi gli scenari allucinanti di strade invase da cumuli di rifiuti e dai loro miasmi, di sommari e deleteri tentativi di porvi rimedio appiccando il fuoco, le imbarazzanti dichiarazioni dei decisori pubblici che oscillavano tra il minimizzare e giustificarsi e lo scaricabarile, addebitando la responsabilità del misfatto agli altri. Sembrerebbe proprio che poco sia cambiato da allora.

Tuttavia, ponendo più attenzione, qualche differenza importante si nota. La Campania nel frattempo ha raggiunto una discreta percentuale di raccolta differenziata, con un valore che nel 2017 i dati ufficiali hanno attestato quasi al 53%.

Dalla raccolta differenziata, indispensabile per la gestione sostenibile dei rifiuti, si ottengono materiali utilizzabili per produrre nuovi beni.

Portando ai livelli più spinti la raccolta differenziata diminuiscono le quantità di rifiuti da incenerire o smaltire in discarica. Infatti, è stato appurato che l’inceneritore di Acerra è destinato a breve ad essere sufficiente al fabbisogno regionale, basterà incrementare ancora un po’ la percentuale di raccolta differenziata affinché ciò si verifichi e l’ipotesi di realizzare ulteriori inceneritori non regge, soprattutto in termini economici.

Anche il fabbisogno di discarica è diminuito e potrà ulteriormente diminuire nella misura in cui aumenta la raccolta differenziata.
La Campania dal 2016 si è inoltre dotata di una nuova normativa che ha riorganizzato la gestione dei rifiuti riconfermando la titolarità a governarne i processi decisionali in capo ai sindaci. Ai comuni associati negli Enti d’Ambito spetta stabilire l’organizzazione e la gestione dei rifiuti urbani, delineandola in conformità alle regole vigenti, a partire dalle disposizioni comunitarie, nazionali e regionali.

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Gli Enti d’Ambito sono titolati a stabilire la pianificazione d’Ambito e la sua articolazione in sub aree, individuare il gestore, definire gli standard del servizio, determinare la tariffa, perseguire l’incremento quantitativo e qualitativo della raccolta differenziata, stabilire la collocazione dell’impiantistica, in pratica tutto quanto necessario per far funzionare il ciclo dei rifiuti.

Dunque, quanto all’emergenza sembra che non ci sia la giusta tensione, quella propria di una vera emergenza. La maggior parte degli amministratori locali appare preso soprattutto dalle solite dispute mediatiche e a praticare lo scaricabarile. Con indolenza si lasciano scivolare da dosso la problematica, come se il fatto non li riguardasse.

Piuttosto, se è emergenza, che emergenza sia, a mali estremi servono rimedi estremi!

Alla prospettiva di ritrovarci invasi dai rifiuti non possiamo essere anche noi acquiescenti e inerti, ci dobbiamo mobilitare tutti, a partire dalla consapevolezza del problema e delle modalità per affrontarlo e superare la crisi.

Sappiamo che il nodo è l’indifferenziato, in quanto per le altre frazioni raccolte in maniera differenziata si riesce a trovare una collocazione, e allora facciamo la nostra parte: riduciamo quanto più possibile la produzione di rifiuti evitando di comprare cose destinate nel breve termine a dover essere dismesse, spingiamo al massimo la differenziata praticandola con accuratezza e sistematicità, sollecitiamo gli amministratori locali a migliorare la raccolta dei rifiuti.

Tutti insieme possiamo fare la differenza con la differenziata!

di Giancarlo Chiavazzo
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°195
LUGLIO 2019

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