Uno studente su due fa lezione al freddo

Scuola, uno studente su due fa lezione al freddo

Cristina Siciliano 21/12/2022
Updated 2022/12/20 at 9:50 PM
3 Minuti per la lettura

A scuola, in classe, si gela dal freddo, poche storie. La causa di tanto gelo? Le ipotesi variano e quindi procediamo per gradi. Sostanzialmente il crollo generalizzato delle temperature, che ha interessato l’Italia negli ultimi giorni, sta trasformando la quotidianità di molti studenti in una vera e propria lotta contro il freddo.

Secondo un sondaggio effettuato da Skuola.net – su un campione di circa 5.000 alunni delle superiori – quasi la metà (44%) quando è in classe trema per via delle basse temperature in aula. A cui si aggiunge un 31% che, pur non parlando di gelo, lamenta comunque un qualche disagio. Solamente 1 su 4, alla fine, dice di trovarsi in un ambiente gradevole dal punto di vista climatico.

A scuola uno studente su due fa lezione al freddo: le ragioni

Qualcuno potrebbe pensare che un quadro del genere sia la diretta conseguenza dell’attuale crisi energetica causata dalla guerra in Ucraina, con l’aumento vertiginoso del costo delle fonti di riscaldamento. E, in effetti, in parte è così: la maggior parte degli studenti “al freddo” (27%) racconta che ciò avviene perché i termosifoni vengono accesi di meno per limitare i consumi.

Ma, non è questa l’unica ipotesi. Anche il Covid-19 continua a fare paura, soprattutto nell’ottica della continuità didattica. Infatti, il 25% sostiene proprio che il gelo in aula sia generato dalla necessità di tenere quanto più possibile le finestre aperte per evitare la circolazione del virus.

Ma torniamo anche alle solite. C’è chi sostiene che le cause del freddo in classe sono quelle “storiche”. Alcuni esempi? Una parte ritiene che, sebbene i riscaldamenti siano regolarmente accessi, la scarsa manutenzione dell’edificio scolastico e la presenza di infissi che ormai non isolano più non consentono che si raggiungano temperature decenti. L’11%, invece, riporta che l’impianto è “sofferente” e per questo è in funzione solo per parte della giornata. Altrettanti (11%) denunciano che l’impianto è proprio guasto.

Le strategie di difesa

Ma la didattica non può e non deve fermarsi. E quindi? Ci si organizza come si può. La strategia di difesa più gettonata è quella di tenere cappotti, giubbotti e sciarpe indossati durante l’orario di scuola: la adotta ben 1 su 2.

Variano anche le percentuali. In alternativa, si arriva in classe con la coperta: così per il 18%. Oppure ci si procura una stufetta elettrica (4%). Ma c’è anche chi è stato costretto a restare a casa per via dell’impraticabilità di fare lezione dal vivo (6%), chi ha fatto orario ridotto (3%) e chi ha dovuto cambiare aula spostandosi nelle aree più calde della scuola (4%). Infine, qualcuno ha deciso di imboccare la via della protesta, inscenando un’assenza di massa (5%).

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