“SCULTURA ESTESA #3”: quando l’Arte incontra il talento

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In occasione di un’importante mostra che si sta tenendo in questi giorni – a partire dal 14 maggio fino al 13 giugno 2022 – nei Giardini di Villa Pignatelli (Museo Diego Aragona Pignatelli Cortès di Napoli), abbiamo avuto modo di intervistare un’allieva dell’Accademia delle belle Arti che ha realizzato una straordinaria scultura: “Madre Dormiente”. Si chiama Clarice Peri Rezende, ha 22 anni e vive a Castel Volturno.

Come è nata l’idea di questa mostra?
«La mostra è nata da un progetto che prende il nome di “Scultura Estesa”, ideato dalla coordinatrice della Scuola di Scultura dell’Accademia delle Belle Arti, Rosaria Iazzetta, con lo scopo primario di valorizzare la creatività artistica ed il talento degli allievi che frequentano il Corso di Scultura. L’ esposizione, a cura di Diego Esposito, è avvenuta grazie alla collaborazione con la Direzione regionale Musei Campania. “Scultura Estesa” è la terza tappa di un progetto iniziato lo scorso anno. Nel dicembre 2021, nel Palazzo della Cultura di Potenza è stato realizzato il primo progetto intitolato “Scultura Estesa #1”, nell’ex Carcere Borbonico di Avellino si è tenuto “Scultura Estesa #2“, ed ora siamo alla terza tappa. Ciò ha rappresentato un’opportunità di interagire con le Istituzioni al fine di rinnovare la cultura contemporanea. L’ aspetto più bello di questa mostra è che i linguaggi siano misti e diversificati, infatti ognuno ha trattato un tema contemporaneo ispirato al concetto arte-natura: l’inquinamento, la guerra, la rottura delle barriere, l’estetica, il cambiamento di genere».

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Parliamo della tua scultura  “Madre Dormiente”. Come mai la scelta di questo nome?
«La mia scultura, completamente in terracotta, affronta il problema del rapporto che oggi si instaura tra la tecnologia e i bambini; la scelta del nome deriva dal fatto che ho rappresentato una madre che dorme. Quest’opera è la conseguenza di un circolo vizioso in cui sono intrappolati i bambini della generazione di oggi che, nella stragrande maggioranza dei casi, non sanno gestire il rapporto con la tecnologia. Tuttavia, per quanto le madri si impegnino ad arginare questo fenomeno, i mezzi di comunicazione e i social media purtroppo dominano con prepotenza i bambini. Questo è il motivo per cui ho rappresentato una madre che dorme abbattuta in un terreno, con la speranza che le ultime generazioni, crescendo, si rendano conto del danno che si sono provocati in parte da soli, in parte con la complicità delle Istituzioni. Ad esempio nelle scuole di oggi si assiste ad un rapporto costante dei bambini con la tecnologia, costretti all’utilizzo di mezzi tecnologici come il tablet».

Le opere di questa mostra, realizzate da giovani artisti, mettono in luce un aspetto importante: investire sui giovani è sempre garanzia di innovatività, creatività e bellezza. In risposta a quanti, ignari del talento che ogni giovane custodisce, preferiscono voltare la faccia e guardare altrove, senza fermarsi ad ascoltare la protesta di chi sta solo gridando aiuto e ha bisogno di esprimere i propri pensieri più profondi.

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