Scout Speed: multa nulla se non adeguatamente segnalato

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Lo Scout Speed è un dispositivo montato generalmente all’altezza dello specchietto retrovisore sul parabrezza delle autopattuglie della polizia, che grazie ai raggi infrarossi, è in grado di rilevare (sia di giorno che di notte) sia la velocità delle auto che circolano nello stesso senso di marcia, sia nel senso di marcia inverso.

Anche se l’uso dello scout speed è autorizzato da anni, non significa che sia legittimo, soprattutto se utilizzato in un certo modo, anzi, proprio il suo principio di funzionamento (la misurazione avviene da un veicolo della Polizia in movimento), da diritto al preavviso della sua presenza.

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L’art. 142, comma 6 bis, del Codice della strada, prevede che: «Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all’impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi». Ciò vale anche per lo Scout Speed, il quale, essendo essenzialmente un autovelox in movimento, dovrebbe essere sottoposto anch’esso alle disposizioni riguardanti gli altri rilevatori di velocità, ma l’art. 3 del D.M. n. 282/2017, aveva esentato questo strumento dall’obbligo di presegnalazione.

La questione in oggetto è stata esaminata dalla Corte di Cassazione, che con la pronuncia (sent.) n. 29595 del 22.10.2021, ha stabilito che anche l’autovelox montato sull’auto della Polizia deve esser reso visibile agli automobilisti.

Secondo i giudici della Suprema Corte, è necessario che gli autovelox in movimento, al pari di quelli fissi, siano presegnalati con un cartello indicatore recante la dicitura Controllo elettronico della velocità tramite Scout Speed”, o che vi siano dei pannelli luminosi visibili montati sull’autopattuglia, in modo che gli automobilisti vengano a conoscenza che è in corso un controllo della velocità.

di Davide Daverio

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