Scarichi fognari alla Gaiola: l’allarme degli ambientalisti

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Gli ambientalisti hanno lanciato un nuovo grido d’allarme dopo la progettazione di un secondo scarico fognario nell’Area marina protetta della Gaiola, realizzato nell’ambito della bonifica di Bagnoli. Invitalia, infatti, non avrebbe nemmeno effettuato le analisi delle correnti per comprendere dove finirebbero i liquami. Inoltre, lo scarico già presente  periodicamente affligge le acque della Gaiola con danni ingenti, ma “immaginare che se ne costruisca un secondo sfiora la follia”, afferma Roberto Braibanti.

Le complicazioni del progetto

Già nell’estate del 2021 gli scarichi fognari, tra Nisida e Posillipo, causarono uno stop alla balneabilità. Ma da sempre le associazioni ambientaliste denunciano, seppur inascoltate, basti pensare che nel progetto di bonifica di Bagnoli si prevede di costruire un secondo scarico fognario a poche centinaia di metri dalla Gaiola, sulla spiaggia di Coroglio. Tale decisione, però, potrebbe portare diverse complicanze poiché, come spiega l’onorevole De Lorenzo a NapoliToday: “Per l’Europa, in quelle zone gli interventi che modificano l’habitat di flora e fauna devono rispettare vincoli paesaggistici e di tutela dell’ambiente. Provvedimenti che disattendono la direttiva posso comportare l’avvio di un contenzioso“.

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Soluzioni alternative

L’onorevole De Lorenzo ha ottenuto dal Ministro Cingolani “l’impegno di valutare la correttezza del progetto di Invitalia e la sua coerenza con la normativa di tutela ambientale, italiana ed europea”. Secondo Braibanti, presidente di Gea-Ets, una soluzione diversa potrebbe essere quella di fare un depuratore a Bagnoli, un impianto moderno e non inquinante. Ma, secondo il sub-commissario De Rossi, questa soluzione non è fattibile poiché con le piogge i liquami si avvicinerebbero troppo alla riva.

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