Ikea

Scandalo IKEA, arriva l’accusa di Greenpeace

Ludovica Palumbo 15/04/2024
Updated 2024/04/14 at 9:23 PM
3 Minuti per la lettura

Greenpeace è un’organizzazione non governativa ambientalista e pacifista il cui obiettivo principale è da sempre la difesa del clima e dell’ambiente. In un’epoca in cui non fanno che susseguirsi cattive notizie sul tema e dove la via della luce sembra allontanarsi sempre più, sono proprio realtà come queste a tenere accesi i riflettori sulla questione ambientale. Ma cosa c’entra IKEA, azienda multinazionale svedese del magnate Ingvar Kamprad, in tutto ciò?. Vediamo assieme perché la nota Ikea si è trovata al centro del mirino di Greenpeace.

Greenpeace vs Ikea

Al centro dell’indagine dell’organizzazione ambientalista Greenpeace Europa centro-orientale (CEE), ci sono ben sette aziende romene che lavorano e producono mobili per la multinazionale Ikea. Pare infatti che queste ultime si approvvigionino di legno proveniente da alcune delle ultime foreste vetuste d’Europa.

Le foreste vetuste “sono sistemi forestali non intaccati dall’essere umano da tempi remoti, con caratteristiche simili alle antiche foreste primarie. Secondo la strategia UE per la biodiversità dovrebbero essere rigorosamente protette. Almeno 30 diversi prodotti provenienti da questi fornitori sono stati individuati nei negozi Ikea di 13 paesi, tra cui l’Italia”, afferma Greenpeace.

La zona interessata inoltre è di particolare rilevanza in quanto i Carpazi rumeni rappresentano un contenitore di flora e fauna di inestimabile valore. «Le foreste vetuste europee sono vitali per il clima del pianeta e dovrebbero essere efficacemente protette. Invece, per esempio, nei Carpazi ogni ora viene distrutta un’area di foresta pari a cinque campi da calcio. Si stima che negli ultimi vent’anni la Romania abbia perso più del 50% delle sue foreste vetuste a causa della deforestazione», afferma Martina Borghi per Greenpeace.

Essendo Ikea diretta cliente delle azienda oggetto di indagine, Greenpeace chiede alla stessa di “prendere provvedimenti immediati per garantire la totale esclusione, dalla propria filiera, di legno proveniente dalle foreste vetuste e da altre aree naturali ad alto valore di conservazione”.

A tutto ciò si aggiunge l’invito fatto alle istituzioni europee di prestare maggiore attenzione alla protezione e salvaguardia delle foreste comunitarie. Tutto ciò in coerenza con il Quadro globale per la biodiversità Kunming-Montreal per la protezione degli ecosistemi e con la Strategia UE per la Biodiversità al 2030.

La risposta di Ikea 

La risposta della multinazionale non ha tardato ad arrivare in seguito all’ondata di polemiche che ha seguito le dichiarazioni di Geenpeace.

«Dissentiamo fortemente dal ritratto di Ikea che emerge dall’indagine di Greenpeace. Noi non accettiamo, per i nostri prodotti, legname proveniente da foreste vetuste. Le pratiche di approvvigionamento descritte nel report di Greenpeace sono legali e conformi sia alle leggi locali, sia a quelle dell’Unione europea, oltre a essere certificate dal Forest Stewardship Council», queste le ultime dichiarazioni.

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