Sballo? No grazie: testimonianza di un’ esperienza diretta della movida napoletana

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“Domani Bellini”. Bellini, per chi non lo sapesse, è il nome di una piazza che si trova nel cuore del centro storico di Napoli.

Ma per i tanti ragazzi che vi si radunano, soprattutto nel fine settimana, l’unica cosa storica di questo posto è il prezzo dell’alcool e della droga, estremamente accessibile. Una volta arrivati si sta in piedi per ore, difficilmente ci si riesce a sedere. Tranne per chi si accascia direttamente a terra, vinto dall’abuso di superalcolici e canne. La folla sembra tutta uguale, vagheggia e ride di cose che hanno poco senso, pensando di essere felice. Ma ancora non sa che, almeno per quella serata, saranno i fumi di un cocktail o di una sigaretta corretta le sole cose a darle un’ illusione di felicità.

“Dove si va”?. Le parole ridotte al minimo, le risate urlate al massimo, e qualcuno bisbiglia “Cammarota”. Cosa c’è lì, ti chiedi, ma non importa; segui i tuoi amici, l’ unica cosa che puoi fare. La via scende e sale con facilità fino all’ arrivo: te ne accorgi perché la gente è tanta, e si assomiglia tutta. “Spritz per tutti”, si sente vociare a mo’ di festa, “solo un euro devi dare”.

Allora pensi di aver fatto l’affare della tua vita, insieme a qualche boccata di erba gratis. 1,2,3 euro. Costa così poco rovinarsi lo stomaco e la lucidità? A quanto pare nessuno spenderà di più.

Passano le ore, a ridere di cose che hanno poco senso, a buttarsi tra le braccia di amici come te, in uno stato di stordimento, la testa pesante e le intenzioni leggere. All’ improvviso qualcuno dice “Devo andare, domani lavoro”, mancano poche ore alla sveglia, e ti chiedi come si possa vivere così. Beh, tutta questione di esercizio. 

Arriva il momento di raccogliere le forze, ti prendono per mano, sotto braccio, è ora di tornare a casa. Più silenzio di prima, adesso sarà la macchina la prossima a sballarsi, sotto le pestate all’acceleratore.

L’ odore di urina per strada sconvolge e risveglia, e prendi l’ unica decisione di quella notte: ora si balla. La musica alta, cantata fino a non avere più voce va ballata, così ha soffocato ogni pensiero.

Una follia continua, a volte tale da perdere la vita, fino al portone di casa. In Italia, tra il 2008 e il 2017 le morti in incidenti stradali per abuso di sostanze sono state più di 400.000. Questa volta la fortuna è stata con noi. Un attimo per ricomporsi, portando il carico di una notte inutilmente dannata.

Ora ci vuole solo una dormita. E per me, quella notte ha portato il più saggio dei consigli: basta farsi del male, ci si deve amare, non danneggiare.

Ho provato cosa significa lo sballo; ma a molti non basta solo quello, c’è chi annusa una striscia di cocaina, una pasticca inodore o un corpo sconosciuto. Ma, per me, basta così.

Qualcuno dirà “sei peggio di una nonna, non ti sai divertire”. Soldi spesi e cosa è rimasto? Nulla, solo due risate che appartengono all’ alcool e uno stomaco, una testa in subbuglio.

Una cosa è sicura: queste serate falliscono in partenza, perché non sono vere, sono drogate. Ora lo so, sono un passo avanti agli altri. Perché l’ho voluto capire, i miei amici no. Ancora non riconoscono i pericoli dello sballo, ancora non ne vogliono sapere di smettere. E nemmeno i commercianti, figurarsi gli spacciatori, loro si arricchiscono con il nostro impoverirci. Nessuno, o quasi, è escluso da questo genere di esperienza. Basta un giro in città il Sabato sera.

Ma questa, per me, è l’ ora della sanità mentale. L’ora in cui pensare, per poi scrivere, per poi cambiare.

di Greta Baldari

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