Conoscere il territorio in cui si vive significa viverlo in ogni suo aspetto, significa creare quel reticolo relazionale che si dirama all’interno del percorso urbano, significa identificarlo come il punto di partenza per costruire un percorso di progettualità e di appartenenza comune.
I luoghi, le periferie, le strade subiscono i cambiamenti sociali tanto da acutizzare quella marginalità giovanile scaturita dalla crisi delle Istituzioni e dal protrarsi di alcune situazioni come la mancanza del lavoro. La perdita di riferimento di quei valori e la non condivisione dell’Io dei luoghi, viene oggi affrontata con la realizzazione di progetti giovanili a livello locale.

Come fare per favorire l’integrazione e la comunicazione negli attuali contesti sociali? Come far si che le giovani generazioni possano “sfruttare” il territorio e ricavare progetti di network?

La Fondazione Morra, la Fondazione Lac o Le Mon e Cantiere Giovani che accompagna i giovani nella loro crescita socio-culturale, hanno progettato Sapere i luoghi, un percorso multidisciplinare che vuole essere un’occasione per  entrare negli organismi sociali e rompere gli schemi abituali. Ed è proprio la Fondazione, costituita dal Prof. Morra affascinato dal potenziale eversivo delle avanguardie a diventare quell’ambiente dinamico, la “casa delle idee”, il luogo per la riqualificazione ambientale, per l’innovazione sociale, per la residenza per artisti, per la creatività e la ricerca.

-Sapere i Luoghi è vincitore del Bando 2018 “PRENDI PARTE! Agire e pensare creativo” ideato dalla DGAAP (Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per promuovere la formazione di quei giovani che in questo momento non sono alle prese con lo studio, né con un’attività lavorativa, mi spiega il Dott. Cesare Pietroiusti ideatore e promotore del progetto presso il Ministero.

“Il proposito è quello di individuare nella pratica artistica una modalità che non è solo l’espressione del talento individuale, ma di intervento sui luoghi e nelle relazioni del gruppo in modo creativo. “Sapere i Luoghi, inteso come conoscenza del luogo che si abita, che ci fa maturare la nostra coscienza critica nel comprendere le tempistiche per la trasformazione in base ai nostri desideri, ma anche nel senso di “persona”, di conoscenza del sé. Il luogo diventa quindi un’opportunità di lavoro senza però una finalità specifica. Saranno infatti le capacità individuali nel team ad attivare creativamente un luogo qualunque che possa essere un bar, una piazza o una qualsiasi location urbana.”

L’Arte intesa come “best practice” viene quindi considerata come un potente strumento sociale e quella contemporanea non è vista come una tecnica, ma come quello strumento in grado di far emergere le creatività individuali e di gruppo per contribuire a trasformare sia visivamente che socialmente i luoghi di vita comune.

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Sapere i Luoghi: un percorso formativo per creare quel collante tra la creatività artistica e gli spazi, e ri-creare il territorio per una rigenerazione urbana attraverso tre fasi: la prima nel quartiere Avvocata di Napoli, a Materdei con laboratori interdisciplinari presso Casa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea; la seconda presso la Fondazione Lac o Le Mon di San Cesareo di Lecce dove, attraverso l’autorganizzazione e l’autogestione si tenderà allo sviluppo di comunità nel re-inventare la creatività di gruppo al di fuori dell’habitat cittadino. L’ultima fase organizzata presso la città di Napoli, dove le esperienze saranno “restituite” secondo il concetto di “in & out”, una sorta di interscambio di quanto realizzato.

I luoghi quindi non sono più territori isolati, ma spazi di cooperazione e scambio dove la pratica artistica può dare esempi di libertà, può insegnare e far vedere come quelle competenze, anche senza una riconoscibilità immediata all’interno di una personalità, può invece diventare componente importante di un lavoro.  Possibilità di lavoro che si aprono grazie proprio a quella formazione che si dirama verso le specializzazioni e le competenze creative individuali, perché solo grazie all’incrocio tra le capacità e le opportunità offerte, i giovani saranno in grado di trovare un lavoro soddisfacente.