Santo Stefano

Santo Stefano: festa del riciclo e tradizioni nascoste

Valeria Marchese 26/12/2022
Updated 2022/12/27 at 11:16 AM
3 Minuti per la lettura

Immediatamente seguente al Natale, Santo Stefano è una festività che nel corso degli anni ha visto il suo riconoscimento un po’ affievolirsi. 

La festa nel senso comune

Di certo apprezzata dai lavoratori per quel punto rosso sul calendario, non porta con sé il fascino e la magia del Natale che coinvolge tipicamente i piccoli. Tant’è che spesso assume nell’immaginario comune l’appellativo di “festa del riciclo”, dove si mangiano gli avanzi del giorno prima e, perché no, si pensa a chi donare quel paio di calzini ricevuti sotto l’albero che proprio non ci piacciono.

Tra riciclo di cibo e regali però, siamo andati a scovare la vera storia del Santo e del motivo per il quale è festeggiato. 

Il motivo religioso

La Festa di Santo Stefano è una ricorrenza celebrata in molti paesi cristiani, sia occidentali che orientali, in genere il 26 dicembre.

In Italia, a causa anche dell’influenza della Chiesa Cattolica, è una festività religiosa già dal 1947, nata con l’intento di prolungare le vacanze natalizie, così come avviene con il Lunedì dell’Angelo a Pasqua.

La scelta di questo Santo e la sua estrema vicinanza con il Natale è dovuta al fatto che Stefano sia stato il primo martire cristiano, secondo una vicenda anche molto vicina a quella di Cristo, che ha creato notevoli parallelismi tra le due figure. Proprio per questo motivo la festività cade in un giorno così vicino a quello di Natale. 

Patrono dei muratori e dei tagliapietre, alla sua storia colleghiamo la pietra sia per quanto concerne la nascita che la morte. La tradizione infatti racconta che alla venuta al mondo del Bambin Gesù, si rechi da Maria una donna di nome Stefania che, essendo senza figli, camuffa una pietra in un fagotto e lo fa passare per un neonato. Questo perché solamente le donne con figli potevano essere ammesse al cospetto della Vergine. Proprio a seguito di ciò, la pietra nel grembo della ragazza si anima e diventa il piccolo Stefano, primo martire in età adulta della Chiesa cristiana.

Il legame con Napoli

Inoltre, un’altra piccola chicca accompagna la figura del santo a Napoli. Infatti, nella basilica di Santa Chiara, dove è custodita una reliquia di sangue attribuita a Santo Stefano, si assiste ad un miracolo simile a quello di San Gennaro. 

Il sangue rappreso è collocato in una fiala prodigiosa, dove si scioglie il 3 agosto e il 25 dicembre. 

Anche in questo caso però, il suo miracolo passa in secondo piano rispetto a quello del patrono della città. 

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