Sant’Antimo, interdittiva antimafia per il centro Igea

Arriva l’interdittiva antimafia per il centro analisi Igea di Sant’Antimo, in provincia di Napoli.

La struttura è riferibile alla famiglia del Senatore di Forza Italia, Luigi Cesaro. I fratelli dell’esponente politico berlusconiano sono incappati in una vasta operazione della procura di Napoli, appena qualche settimana fa. Arresti e misure restrittive hanno riguardato ben 59 persone, coinvolte a vario titolo in una complessa organizzazione, nella quale si concretizzava una fusione gestionale, tra politica e criminalità organizzata.

Con il nostro giornale, avevamo lanciato l’allarme il 2 luglio scorso, attraverso un reportage che metteva in rilievo il valore strategico del centro analisi Igea proprio come segmento apicale della piramide sul controllo di un vasto sistema di potere politico, imprenditoriale, e mafioso della famiglia Cesaro e dei clan ai quali il gruppo di potere faceva riferimento. Oggi la procura della Repubblica ha emesso una interdittiva antimafia che blocca le attività del centro analisi. Da sottolineare l’assoluta solitudine nella quale il nostro giornale è stato lasciato, proprio quando è stato toccato questo argomento. Nessuna altra testata, infatti, aveva mai preconizzato l’importanza del centro Igea, nella gestione del potente e impenetrabile viluppo di potere della famiglia Cesaro.

Antimo Cesaro, insieme ai fratelli Aniello e Raffaele, è tra i destinatari di alcune misure cautelari emesse a fine giugno dal gip di Napoli su richiesta della DDA, nell’ambito di un’inchiesta su presunte collusioni tra criminalità organizzata e politica nel comune di Sant’Antimo. Sono, appunto, i fratelli di Luigi Cesaro, senatore di FI e ras incontrastato dei berlusconiani in Campania. Uomo di fiducia di Luigi Cesaro, in provincia di Caserta, è Giorgio Magliocca, sindaco di Pignataro Maggiore e Presidente della Provincia casertana. Un Golem di potere ramificato e solidissimo che, da qualche mese, inizia a mostrare il suo lato più inquietante. Ci piace, nonostante l’amarezza insita in una riflessione del genere, ricordare di essere stati gli unici a proporsi senza bizantinismi come osservatorio giornalistico che ha sollevato la questione del centro Igea. Mentre lo facevamo, tutt’intorno, eravamo circondati da una coltre di silenzio totale.

di Salvatore Minieri

Print Friendly, PDF & Email