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Sannio Falanghina – Città Europea del Vino 2019 è il riconoscimento assegnato al territorio beneventano da Recevein, l’Associazione Europea delle 800 Città del Vino.

Il territorio del Sannio è balzato all’attenzione internazionale della cultura enologica, facendo conoscere così non solo paesaggi e tradizioni, ma, soprattutto, donne e uomini che da secoli lavorano questa straordinaria terra riuscendo a ricavarne prodotti, che per anni sono rimasti sconosciuti. Il vino, ad esempio, è uno di questi.

Per promuovere il riconoscimento e, al tempo stesso il territorio, la senatrice Sandra Lonardo, legata da sempre alle trad izioni sannite, ha organizzato un elegante evento tenutosi presso la sala Koch di Palazzo Madama.

Una fusione tra vini, letture e musica ha dato vita ad una degustazione letteraria, alla presenza della Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

«Io credo che noi dobbiamo puntare sul turismo e sulla cultura, sulla valorizzazione del nostro straordinario patrimonio artistico e culturale, in definitiva il nostro petrolio, la nostra materia prima – ha dichiarato Casellati, circa il rilancio del turismo nel sud – Un evento così è capace di coniugare cultura, musica, enogastronomia con un prodotto particolare come il vino sannita, che ha avuto un forte riconoscimento in Europa per il 2019. L’obiettivo è quindi valorizzare i prodotti della Campania con il marchio Italia».

Entusiasta l’organizzatrice dell’evento, Sandra Lonardo che, portando il Sannio in questa aula attraverso la Falanghina, ha premiato in primis i tanti operatori del settore protagonisti di questo straordinario successo.

«Nonostante sia stato da “queste parti” per oltre quarant’anni come senatore e ministro, l’emozione c’è sempre. Poi il coraggio e la determinazione di portare avanti un progetto così ambizioso della mia terra aumenta l’orgoglio di essere sannita», ha dichiarato Clemente Mastella, sindaco di Benevento.

Il successo internazionale dell’enologia sannita è estremamente legato al luogo e alle persone che lo producono, così come ha dichiarato il celebre enologo Riccardo Cotarella, non a caso presidente dell’associazione mondiale degli enologi.

«Bisogna approcciarsi con cultura, oggi il vino non si beve più si degusta, si apprezza in base a dove e da chi viene prodotto, in modo tale che il vino, come oggi qui, diventi un elemento di grande attrazione».

A testimoniare l’importanza della coniugazione tra l’arte enogastronomica e il patrimonio artistico e culturale, la presenza della direttrice del Polo Museale della Campania, Anna Imponente.

«Abbiamo visto qui nel video promozionale della Falanghina il vaso di Asteas, presente nel Museo del Sannio Caudino di Montesarchio, che le testimonia come anche nell’antichità esisteva l’inno al vino con le libagioni simboliche. Noi proviamo con tutte le energie a fare rete, legando i grandi attrattori e ripercorrendo le antiche strade che da Roma portavano fin laggiù».

di Maurizio Flaminio

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°194
GIUGNO 2019

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