Nasce come disegnatore e vignettista per riviste locali ed internazionali, ma è anche musicista e pittore. Di prossima uscita POSTGRAFFITI by Sandro Ferrara, un libro che racchiude tutta la sua produzione: dalla grafica, alla pittura, alla musica e a tanto altro.
Parliamo del Maestro Sandro Ferrara, napoletano doc e creatore della Vinil Rock Art, forma artistica innovativa che fonde due passioni: la musica e la pittura. Da sempre sostenitore del recupero ecologico sonoro, negli anni ottanta decide di dare una nuova vita ai dischi in vinile: «Mio nonno aveva una grande collezione di musica classica e dei cosiddetti “cantanti di giacca”; iniziai a sottrargli alcuni dischi per realizzare ciò che avevo in mente. Alcuni erano graffiati e man mano che li coloravo sembravano rianimarsi, fino ad assumere una nuova dignità artistica».
Il nonno, all’inizio, non la prese bene, ma l’artista non si fece scoraggiare: «Gli parlai del mio nobile intento, quello del recupero ecologico sonoro, e così, pian piano, si convinse e mi lasciò esprimere».

 

Figlio d’arte, si è fatto guidare dal suo spirito ecologista: «Ho recuperato un materiale plastico resistente come il vinile riciclando vecchi dischi graffiati in disuso e riproducendo su di essi le icone Rock del passato e del presente», afferma.
Il Maestro Ferrara ha dipinto volti di artisti stranieri, ma anche italiani, spaziando tra musica classica e leggera. Tra questi, Pino Daniele (amico del padre Elio, ndr), Little Tony, David Bowie, Piero Pelù, Madonna, Jovanotti, Jimi Hendrix, Jim Morrison, Elvis Presley e tantissimi altri. Originale anche l’omaggio a Papa Francesco, in versione “Papa Rock”. Fra i grandi estimatori della sua pittura, Lucio Dalla, che rimase folgorato dai colori del Maestro, al punto da commissionargli molti suoi ritratti. «Purtroppo oggi difficilmente gli artisti vivono del loro lavoro, ma io, che ho iniziato a sedici anni, ho avuto la fortuna di nascere già nell’ambiente e di fare precocemente ciò che mi piaceva e che tuttora mi appassiona».
Tra i ricordi più belli della sua carriera artistica, l’incontro con Dario Fo: «Gli avevo preparato un ritratto su cartoncino bristol», racconta. «Lui, nell’osservarlo, si avvicinò a me con la scatola di colori e modificò alcuni dettagli. Ne nacque un’opera a quattro mani, ricca di grandi sfumature che difficilmente si trovano, oggigiorno: quelle dell’umiltà». Tra i dipinti ad alto valore sociale, quelli sul problema dei rifiuti metropolitani: «Credo che l’arte abbia una grande responsabilità e nello stesso tempo possa trasmettere messaggi incisivi. Le figure da me dipinte nell’atto di uscire dai cassonetti pieni di rifiuti metropolitani possono avere un gran valore nel recupero del degrado urbano. Io credo che l’arte debba e possa contrastare le brutture della nostra società. Perché l’Arte è Bellezza e, come afferma Fëdor Dostoevskij, “la Bellezza salverà il mondo”».

di Teresa Lanna

Tratto da Informare n° 184 Agosto 2018

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