sandrena aifa

Sandrena, il farmaco per la terapia ormonale non è più gratis

Manuel Vita Verde 10/04/2024
Updated 2024/04/09 at 1:28 PM
4 Minuti per la lettura
sandrena aifa

Sandrena, classificato come il farmaco più sicuro e affidabile per le donne trans, non sarà più a carico del Servizio sanitario nazionale. La decisione è arrivata un mese dopo l’entrata in vigore della riforma dell’Aifa voluta dal governo Meloni. Gli attivisti denunciano “ennesimo attacco alla comunità LGBTIQ+ da parte dell’estrema destra”.

La decisione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) di riclassificare Sandrena dalla classe di rimborsabilità A a quella C ha suscitato non poche polemiche all’interno della comunità transgender. La decisione, giunta su richiesta della casa farmaceutica responsabile del prodotto, ha sollevato interrogativi sull’accesso alla terapia ormonale senza distinzioni di reddito. Le attiviste e gli attivisti hanno denunciato l’elevato costo del farmaco, 18,50 per scatola, come concreto ostacolo al benessere fisico e mentale di chi ne fa uso.

Sandrena e diritti a rischio

Nell’ottobre del 2020 i trattamenti usati per la terapia ormonale sono stati inclusi tra i servizi coperti dal Servizio sanitario nazionale, a seguito di due delibere storiche dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Un momento di grande gioia per la comunità trans in Italia, sicura di un continuo cammino verso una società attenta e inclusiva verso ogni soggettività. La recente decisione di riclassificare Sandrena e renderlo a carico del paziente ha suscitato una forte rabbia da parte delle e degli attivisti trans, che considerano questa mossa come un attacco diretto alla comunità transgender da parte del governo Meloni che si propone “difensore della società giusta contro la teoria gender”. Questa svolta ha evidenziato le sfide continue a cui la comunità transgender deve affrontare per il riconoscimento della dignità dei propri corpi e l’attuazione dell’articolo 32 della costituzione affinché vi siano cure mediche adeguate e non violente.

Le preoccupazioni riguardano anche la sicurezza degli altri farmaci. Ad oggi Sandrena, con la sua formulazione in gel, risulta l’opzioni più sicura perché in grado di garantire livelli costanti nel sangue senza conseguenze sul fegato, a differenza degli ormoni assunti per via orale.  

La denuncia del Movimento Identità Trans

“Dal momento che Sandrena, tra i suoi utilizzi, è uno dei farmaci estrogenici di più ampio uso nell’ambito dei percorsi ormonali di affermazione di genere, non possiamo nascondere il dubbio che questa mossa costituisca l’ennesimo attacco nei confronti delle persone trans», dichiara il Movimento Identità Trans “Non possiamo fare a meno di pensare che questo sia l’ennesimo esempio di una gestione personalistica e politica della Sanità pubblica, a cui il Governo Meloni ci sta abituando. Un Governo che ha avuto il coraggio di nominare a capo dell’Aifa un tecnico, mandato lì per trasformare anche questo ente in una azienda asservita ad interessi economici”, proseguono.

“Tutto questo dopo aver già provveduto a rinominare, a propria immagine e somiglianza, anche il Comitato di Bioetica, facendolo diventare longa mania delle politiche governative. Il sospetto che la decisione di riclassificare Sandrena sia mossa da valutazioni di natura transfobica, diventa per noi quasi una certezza”.

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *