Samantha Cristoforetti: le prime svolte dell’Agenzia Spaziale Europea

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“Sono onorata per la mia nomina a comandante e non vedo l’ora di mettere a frutto l’esperienza che ho maturato nello Spazio e sulla Terra per guidare un eccellente team in orbita”. L’astronauta italiana Samantha Cristoforetti sarà la prima donna europea impegnata come comandante della missione 68 sulla Stazione spaziale internazionale. Samantha, è pronta per salire a bordo della ISS, la Stazione Spaziale Internazionale, con la “Spedizione 68”, che si svolgerà nel 2022.

Non è ancora possibile ad ora, avere una data precisa, ma quasi certamente il lancio della prossima missione di AstroSamantha avverrà nella primavera del prossimo anno.  Un vero vanto per l’Italia è la terza al mondo dopo due americane e sarà in orbita nel 2022 nel corso della Expedition 68. È proprio lei, il quinto comandante europeo in ordine di tempo nella storia della Iss, dal 1998.

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Prima di lei, è toccato a Luca Parmitano, primo capitano italiano e terzo europeo durante la sua ultima missione, Beyond, terminata nel febbraio 2020. Samantha Cristoforetti, nome sui social Astrosamantha (come consuetudine tra gli europei e gli statunitensi, il nickname è composto da ‘astro’ più il nome di battesimo) è alla sua seconda esperienza in orbita. Nel 2014-2015, infatti, volò sulla stazione con la missione Futura dell’Agenzia spaziale italiana (Asi).

La sua prima esperienza durò 199 giorni, svolgendo ricerca scientifica e attività operativa sulla Stazione Spaziale Internazionale in veste di ingegnera di volo per la spedizione 42/43. “Tornare sulla Stazione per rappresentare l’Europa è un onore, ha commentato Cristoforetti. Sono onorata per la mia nomina a comandante e non vedo l’ora di mettere a frutto l’esperienza che ho maturato nello Spazio e sulla Terra per guidare un eccellente team in orbita”.

Infatti, l’Agenzia spaziale europea sta infatti cercando nuove astronaute e nuovi astronauti da inserire nel proprio organico, con una particolare attenzione all’inclusività, per superare le differenze di genere e cominciare anche a studiare l’addestramento di para-astronauti con disabilità per future missioni Per la prima volta, è questa la bella novità, anche tra le persone con disabilità possono prendere il via alle selezioni.

La prima volta dopo 11 anni, il l’Esa punta ad aumentare la presenza delle donne nel suo staff. Ma nell’avviare il cambio generazionale dei navigatori dello spazio, l’agenzia mira ad aprire le porte “a tutte le parti della nostra società”, anche ai diversamente abili. Si tratta del Parastronaut Feasibility Project, il progetto di fattibilità per astronauti con disabilità.

“La diversità in Esa non deve fare riferimento solo a origine, età, bagaglio culturale o genere dei nostri astronauti, ma anche a disabilità fisiche”, ha dichiarato David Parker, direttore dell’esplorazione umana e robotica dell’Esa: ““Rappresentare tutte le parti della nostra società è un impegno che prendiamo molto seriamente”, ha aggiunto alla fine.

L’Europa sta prendendo posto nel cuore dell’esplorazione spaziale. Per andare più lontano di quanto abbiamo mai fatto prima, dobbiamo allargare i nostri orizzonti più che mai”, ha commentato Jan Worner, direttore generale dell’Esa. Il bando di concorso rimarrà è stato aperto fino al 28 maggio 2021 e l’Esa già è al lavoro sulle nuove candidature.

di Grazia Sposito

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