Salvini con la Lega giancottiana. Ministro, il problema sono gli immigrati?

Antonio Casaccio 28/05/2024
Updated 2024/05/28 at 5:23 PM
7 Minuti per la lettura
Da sx: Matteo Salvini con Domenico Giancotti e Salvatore Ferraioli

I veri problemi della Lega a Castel Volturno

Durante il suo comizio a sostegno del sindaco uscente Luigi Petrella, il Ministro Salvini si è focalizzato principalmente sugli immigrati clandestini, spesso citando numeri del tutto inventati (“Castel Volturno con 30mila residenti e 15-20-25mila immigrati clandestinindr).

La realtà è che i problemi della Lega a Castel Volturno sono ben altri. Il rappresentante cittadino della Lega, Domenico Giancotti, è stato ed è un personaggio molto chiacchierato a Castel Volturno. Di lui ne ha parlato il boss del clan dei casalesi Luigi Guida, quando ha spiegato le modalità con le quali il clan si assicurava la vittoria delle gare d’appalto del comune.

Per manovrare la gara, il sindaco Antonio Scalzone mi mette come assessore all’ambiente Domenico Giancotti. Lui era molto vicino a me, anche perché era imparentato con Pasquale Morrone, che faceva il capozona (del clan dei casalesi .ndr) a Castel Volturno“. Ricordiamo che ad oggi Luigi Guida è considerato un collaboratore di giustizia attendibile, soprattuta vista al rilevanza e le conseguenze delle sue collaborazioni con la Dda.

I vertici provinciali e regionali della Lega, sentiti dalla nostra redazione, si sono mostrati imbarazzati etichettando Giancotti come una questione de segnalare ai vertici del partito (Gianpiero Zinzi, ndr).

Invece i vertici sanno eccome, anzi è lo stesso Salvini a farsi immortalare in una foto con il responsabile cittadino del suo partito. E non solo. Il Ministro si fa fotografare anche con l’attuale capo servizio del cantiere rifiuti di Castel Volturno, Salvatore Ferraioli, il quale ha candidato nelle file della Lega proprio sua moglie. Evidentemente il partito leghista è proprio una questione di famiglia in casa Ferraioli. È incredibile che l’entourage del Ministro non l’abbia avvisato delle dinamiche appena descritte.

Rappresentanti cittadini citati in indagini antimafia, operatori del servizio rifiuti con mogli candidate e vertici provinciali imbarazzati. Caro Ministro, sicuro che il problema della Lega a Castel Volturno siano gli immigrati?

Evidentemente c’è prima un problema più grande da affrontare: la questione etica. È opportuno per un partito di governo avere questi rappresentanti? Qualcuno potrebbe dire che sono vicende passate e che comunque si tratta di soggetti incensurati. E ci mancherebbe! Risposte del genere sono la morte della politica e dei partiti, che dovrebbero essere organi che scelgono i propri rappresentati con minuziosità e trasparenza, evitando qualsiasi tipo di rischio.

Salvini se ne frega, forse poco attento alle dinamiche territoriali della Lega. Eppure Castel Volturno è uno dei rari comuni in cui il centrodestra andrà separato alle prossime elezioni comunali. Proprio i cugini di Forza Italia, spiegando le ragioni della separazione, hanno gettato ampissime ombre sulla gestione leghista di questi anni.

Il responsabile cittadino forzista, Stefano Tommasi, in una nota ha affermato: “A Castel Volturno Forza Italia ha deciso di stare lontano dal malaffare […] P.s. Luigi Petrella è una brava persona che voglio un gran bene, ma ha deciso di fare la testa di legno di Mimmo Giancotti”.

Ministro, non merita la sua attenzione un partito (vostro alleato di governo) che utilizza termini come “testa di legno” in riferimento al rappresentante cittadino della Lega? Queste terminologie fanno parte della cupissima storia di Castel Volturno, di cui l’amministrazione di Giancotti ha fatto parte (sciolti per infiltrazioni camorristiche .ndr).

Il problema a quanto pare sono gli immigrati e il traffico internazionale di organi che ha base a Destra Volturno. Salutiamo il Ministro Salvini e lo riaspettiamo tra qualche anno, magari in un altro ruolo ma sempre con le stesse proposte.

La cronistoria

Da anni a Castel Volturno va in scena sempre lo stesso teatrino: arriva quache Ministro e ci dice che tutti gli immigrati irregolari del territorio andranno via.

Nel 2019 aveva iniziato Salvini da Ministro, in un incontro alla Scuola forestale di Pinetamare, aveva ribadito la necessità di rispedire a casa i clandestini per dare un “colpo di grazia” alla criminalità. All’epoca il leader leghista era Ministro dell’Interno nel governo Conte I.

All’opposizione di quel governo c’era solo un partito guidato da una leader destinata a diventare Presidente dle Consiglio: Giorgia Meloni. E anche lei non è stata da meno sulla questione migranti, quando in un post Facebook ha affermato: “A Castel Volturno una macelleria dell’orrore: uomini, donne, bambini squartati e i loro organi venduti. Mandiamo l’esercito per fermare la mafia nigeriana!” Una bufala!

Anzi, non contenta dell’atteggiamento passivo di Salvini, sempre nel 2019, Fratelli d’Italia in un question time alla Camera chiede all’allora Ministor Salvini:  “Per quale motivo a distanza di tre mesi ancora non sia stata data attuazione alla mozione di Fratelli d’Italia che è stata approvata alla Camera e che impegnava il governo all’invio di un contingente militare nella zona di Castel Volturno a supporto delle forze di polizia impiegate nella lotta alla mafia nigeriana”.

Sono passati cinque anni e a cambiare sono solo gli incarichi ricoperti da questi personaggi. Matteo Salvini torna a Castel Volturno per rilanciare una promessa tanto vecchia quanto irrealizzabile: “I clandestini di Castel Volturno devono tornare a casa. Non possiamo ospitare gli immigrati di tutto il mondo.

Ma in che modo rispediamo tutti gli irregolari di Castel Volturno? Questo non è dato sapere, magari ce lo diranno alla prossima passerella.

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