Salvatore Minieri presenta il suo libro “Pascià”

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Giovedì 13 Dicembre, la Redazione Informare Officina Volturno ha ospitato la presentazione del libro “Pascià”, scritto da Salvatore Minieri. L’evento, organizzato dai collaboratori Mina Iazzetta e Antonio Casaccio, ha visto la partecipazione, non solo dello scrittore stesso del libro e giornalista , Salvatore Minieri, ma anche del presidente dell’ Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, e del procuratore e coordinatore del DDA Napoli, Giuseppe Borrelli. Quando e dove nasce il clan dei Casalesi, ma anche chi erano i “fantasmi” che operavano nel mondo della camorra, ecco di cosa si è discusso durante quest’incontro. Tommaso Morlando, direttore di Informare, ha aperto l’evento, invitando alla riflessione che la delinquenza, la camorra, deve essere combattuta dai giovani, dai cittadini, dalle istituzioni, ma le stesse “Non devono lasciarci più soli in questa continua lotta”. Il libro di Salvatore infatti, è un’aperta denuncia a quel sistema camorristico, che non ha fatto altro che devastare la nostra terra, ma anche la nostra quotidianità. Solo combattendo giorno per giorno tutto ciò, potremmo dire che finalmente, stiamo guarendo, la nostra terra sta guarendo. Ottavio Lucarelli, ha affermato, proprio a proposito del libro :
“Il fatto che ci sia una seconda edizione del libro, ampliata, significa che Salvatore Minieri
continua ad indagare, a scavare in profondità. Tutti i giorni. Questo libro non è romanzato, ma è pura verità.”
Dalla prima edizione, infatti, sono stati aggiunti dei tasselli molto importanti. Tutte le vicende, o la maggior parte di esse, si svolgono sullo scenario di Formia, culla del clan Bardellino e dell’unica Banca dei casalesi: la Banca Popolare del Golfo di Gaeta. Questa banca prestava addirittura soldi al narcotraffico di Pablo Escobar. Perno centrale, per capire gli affari malavitosi, è la famosa discoteca Seven Up, nella quale molti saranno stati, ma nessuno avrebbe mai immaginato cosa si svolgeva al suo interno, oltre alle “serate danzanti”, così come veniva giustificato il fine per cui esisteva questa grande, anzi immensa struttura. Le autorità, però, mai si erano chieste, mai avevano indagato fino in fondo, per scoprire le verità, che conoscevano solo chi si riuniva al secondo piano della discoteca.
Molti conoscono i rapporti strettissimi tra il Seven Up, la politica di Formia, ma nessun giornale e nessun libro ha mai raccontato prima d’ora, del rapporto che c’era tra la politica e la camorra.
Viene raccontato molto e molto altro, che lascia sconcertati, spaventati, ma allo stesso tempo spinge a voler sapere i più, più a fondo. Quando viene chiesto a Minieri, cosa lo ha spinto a voler fare ciò, a voler indagare e continuare la sua ricerca, lui risponde “ Per poter guardare in faccia i colpevoli di tutto ciò e sentire, la sera quando vado a dormire, di aver fatto qualcosa, nel mio piccolo, per migliorare la mia terra. Lasciarla questa terra, sarebbe stata pura vigliaccheria.”

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